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Villa Allavena, che si affaccia su vicolo delle Scuole, versa da anni in condizioni fatiscenti. I cedimenti delle fondazioni delle murature portanti interne e perimetrali, le infiltrazioni di acque piovane attraverso la copertura, la corrosione delle strutture lignee e del manto di copertura causata dagli agenti atmosferici e dall’aggressività dell’inquinamento hanno finito per degradare l’edificio. Ora l’amministrazione comunale, anche per scongiurare pericoli, ha deciso di impegnare 37.000 euro per mettere in sicurezza l’edificio. Il progetto, elaborato dallo studio Banfi di Magenta, prevede la sistemazione della parte di copertura e di gronda in prossimità degli edifici adiacenti di proprietà di terzi in attesa di un successivo intervento di recupero dell’intero fabbricato. Tuttavia negli anni sono state prospettate diverse destinazione d’uso come  sede della biblioteca e della sala consiliare e nel 2016 l’attuale amministrazione ha ipotizzato di ospitare nella villa la  casa della legalità. Ma forse anche per i costi onerosi (1 milione) non si è venuti a capo di nulla. Chissà che questo intervento non faccia da apripista al recupero dell’immobile.
Intanto in municipio si sono risolti di eseguire  i seguenti interventi:
· rimozione dell’impalcatura esistente formata da un ponteggio multidirezionale costituito da montanti e traversi zincati accoppiati tra loro tramite piastre saldate, dotate di otto forature sagomate per l’innesto rapido dei traversi, e successiva costruzione di un castello d’accesso e ponteggio perimetrale costituito da ponte, sottoponte e fermapiedi metallici; 
· formazione di un ponteggio fissato alle travi in legno dei solai e i muri portanti interni; 
· demolizione e rimozione della gronda lignea con relativo canale posta lungo il lato nord dell’edificio, compresi i primi due metri posti sull’angolo dei lati adiacenti ovest ed est. Inoltre all’inizio del canale rimasto andrà posato un barbacane in lamiera preverniciata, sporgente dalla grondaia esistente rimasta, per permettere lo scolo dell’acqua piovana distante dalla facciata della villa; 
· demolizione della gronda in lastre di beola e manufatti in cemento prefabbricato, insieme alla parte del cornicione superiore posta sugli angoli dell’edificio a confine; 
· rimozione del manto di copertura in lastre di fibrocemento-amianto con superiori coppi in laterizio, comprensivo di travetti e listelli lignei per una striscia di copertura di larghezza minima dal filo esterno del muro di confine, lato nord, con arrivo al colmo, così da creare una zona sicura tra il muro ed il resto della copertura; 
· picchettamento, scrostamento e rimozione dell’intonaco, dei mattoni ammalorati e dei residui di materiali lungo la muratura di confine di cui è stata rimossa la gronda; 
· posa di nuova listellatura in legno con sovrastante manto di copertura in pannelli monolitici compositi in lamiera in alluminio preverniciato, al posto del manto di copertura rimosso così da impedire l’accesso di acque piovane nell’edificio; 
· posa di una scossalina in lamiera di alluminio sulla sommità del muri e della parte di facciata posta lungo il lato nord a confine così da impedire infiltrazioni di acque piovane negli edifici confinanti; 
· rimozione, una volta eseguite le lavorazioni di cui sopra, del ponteggio interno ed esterno; 
· pulizia finale del cantiere con deposito a piano terra, all’interno dell’edificio di eventuali materiali recuperabili (lastre in beola delle gronde e pezzi di cornicione) prodottosi durante le demolizioni e trasporto, smaltimento in discarica autorizzata dei rifiuti compresi quelli speciali, comprensivi dei relativi oneri e pratiche di qualsiasi tipo per lo smaltimento. 

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