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Livio Fagnani

Stataleforum proprio ieri raccogliendo voci aveva dato notizia che in maggioranza la nomina di Enzo Tenti ad assessore non era andata giù a tutti. Ma quelle che sembravano solo indiscrezioni dettate dalla contingenze invece sono più che realtà. Infatti è bastato poco per far venire in superficie e inaspettatamente il dissenso i cui esiti non sono al momento prevedibili. Sì, a dare il la alla “contestazione” è stata la ventilata nomina di Enzo Menini, che fa parte del gruppo Insieme per Vittuone di cui è capofila proprio Tenti, a consigliere delegato alla cura del verde. Troppo per non far venire allo scoperto i dissidi. Infatti il presidente del consiglio Livio Fagnani, che proprio poco fa e del tutto casualmente abbiamo incontro al bar, più che mai rabbuiato, si è lasciato andare in affermazioni che non prospettano nulla di buono per l’amministrazione Zancanaro.
“Non ho nulla di personale contro Menini -spiega Fagnani-, ma nominarlo è quantomeno politicamente inopportuno e per di più sbilancerebbe i faticosi equilibri della maggioranza che con l’ingresso in giunta di Tenti sono stati fortemente scossi. Una scelta infelice che apparirebbe incomprensibile all’opinione pubblica.  Ho già fatto sapere a chi di dovere la mia contrarietà all’eventuale decisione e se dovesse restare inascoltata sono pronto a lasciare. Stavolta sarò conseguente e nulla mi può far tornare indietro”. Fagnani, che dà l’impressione che non sia il solo a dissentire, non spiega che cosa vuol significare con quel “sono pronto a lasciare”. Non dice se si riferisce alla rinuncia della presidenza del consiglio o se vuole gettare completamente la spugna, ma qualunque dovesse essere la sua mossa appare sin da adesso destabilizzante e a effetto domino. Infatti le voci indicano che almeno 4 consiglieri della maggioranza sarebbero sul punto di distaccarsi. Se così fosse il percorso della giunta sarebbe molto complicato. Certo che l’entrata in maggioranza del gruppo Insieme per Vittuone che doveva rafforzare nei numeri e nell’operatività la compagine rischia invece di mandarla in tilt. 

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