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L’organico del Comune è costituito da 34 dipendenti di cui 23 donne (62%) e 14 uomini (38%). La presenza femminile è dunque preponderante. L’amministrazione comunale nel mettere a punto il piano di azioni positive si è ripromesso di garantire il permanere dell’uguaglianza delle opportunità offerte alle donne e agli uomini nell’ambiente di lavoro, nonché di promuovere politiche di conciliazione delle responsabilità professionali e familiari e di sviluppare azioni che determinino condizioni di lavoro prive di comportamenti molesti, mobbizzanti o discriminatori a qualunque titolo. Tra tali obiettivi, una particolare attenzione è stata volutamente rivolta alle categorie di dipendenti posti in condizione di fragilità: tra questi, in primis, i lavoratori portatori di handicap.
Ma quali sono gli obiettivi che con il piano si vogliono perseguire?

Obiettivo 1: tutelare l’ambiente di lavoro facendo sì che non si verifichino pressioni o molestie sessuali, mobbing, atteggiamenti miranti ad avvilire la persona – anche in forma velata ed indiretta; atti vessatori correlati alla sfera privata delle lavoratrici o dei lavoratori. A tal fine l’ente ha provveduto alla massima divulgazione del codice disciplinare del personale per far approfondire la gravità dei comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona e il corrispondente dovere per tutto il personale di mantenere una condotta informata a principi di correttezza, che assicurino sul lavoro pari dignità di vita sia per gli uomini che per le donne.
Obiettivo 2garantire il rispetto delle pari opportunità nelle procedure di reclutamento e gestione del personale, tenendo conto che il Comune mira ad assicurare la presenza di entrambi i sessi nelle commissioni di concorso e selezione (tenendo conto della limitata presenza maschile in alcuni uffici); ad annullare la possibilità che nelle selezioni si privilegi l’uno o l’altro sesso; a impegnarsi a stabilire requisiti di accesso ai concorsi/selezioni rispettosi e non discriminatori delle naturali differenze di genere; a valorizzare le attitudini e le capacità personali nello svolgimento dei ruoli assegnati.
Obiettivo 3: promuovere le pari opportunità in materia di formazione, di aggiornamento e di qualificazione professionale. Pertanto, nella formazione, si tenderà tenere conto delle esigenze di ogni settore, consentendo a tutto il personale, sia donne che uomini, uguali possibilità di frequentare i corsi ritenuti dall’ente utili e necessari; valutare la possibilità di articolazione in orari, sedi e quant’altro possa ritenersi utile a rendere accessibili le attività formative anche a coloro che hanno obblighi di famiglia oppure orari di lavoro part-time; monitorare il reinserimento lavorativo del personale che sia stato assente per lungo tempo a vario titolo (es. congedo di maternità o congedo di paternità o da assenza prolungata dovuta ad esigenze familiari o malattia ecc. ), tenendo conto dell’opportunità che si mantengano i flussi informativi tra le risorse umane e l’ente anche durante l’assenza e, soprattutto, nella prima fase successiva al rientro.
Obiettivo 4: facilitare l’utilizzo di forme di flessibilità orarie finalizzate al superamento di specifiche situazioni di disagio.
Il Comune favorisce l’adozione di politiche afferenti i servizi e gli interventi di conciliazione degli orari, dimostrando particolare sensibilità nei confronti ditali problematiche. In particolare l’ente garantisce il rispetto delle “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità”, per il diritto alla cura e alla formazione. Favorisce le politiche di conciliazione tra responsabilità familiari e professionali attraverso azioni che prendano in considerazioni sistematicamente le differenze, le condizioni e le esigenze di donne e uomini all’interno dell’organizzazione ponendo al centro l’attenzione alla persona contemperando le esigenze dell’ente con quelle delle dipendenti e dei dipendenti, mediante l’utilizzo, fin quanto possibile, principalmente di strumenti quali la flessibilità dell’orario. Promuove pari opportunità tra donne e uomini in condizioni di difficoltà o svantaggio al fine di trovare una soluzione che permetta di poter meglio conciliare la vita professionale con la vita familiare laddove possono esistere problematiche legate non solo alla genitorialità ma anche ad altri fattori. Migliorare la qualità del lavoro e potenziare quindi le capacità di lavoratrici e lavoratori mediante l’utilizzo, fin quanto possibile, di tempi più flessibili. 


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