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Sinistra di Sedriano non molla sugli orti urbani di via Treves. Infatti, constatando che l’annunciata assemblea pubblica dell’assessore Armando Manes per illustrare il progetto è stata disattesa, si è risolta di ricorrere al question time. Un estremo tentativo per capire i criteri progettuali e le motivazioni della collocazione degli orti in via Treves, che comportano peraltro una spesa di 150.000 euro per 2.600 mq di coltivo. E così ha preparato 10 domande da porre all’attenzione dell’amministrazione comunale al primo consiglio comunale utile per approfondire e chiarire le scelte operate nella predisposizione del progetto, a cominciare dalla progettazione affidata a un membro dell’ufficio tecnico senza alcuna esperienza in materia. Ma quali sono le domande?

Perché siano stati previsti solo orti individuali e non anche sociali, collettivi e didattici? 
L’uniformità dimensionale risponde a quale logica? 
L’area individuata di via Treves è stata preferita a una analoga, più precisamente a quella di via Meda/Papa Giovanni, per molti aspetti più idonea; dimensione, raggiungibilità e parcheggi, quali sono le vere motivazioni? 
Perché si è deciso di recintare gli orti, sia esternamente che di delimitare le singole particelle, con rete metallica, scelta assai costosa (oltre 41.000 e.) e non invece di delimitare solo perimetralmente l’area con siepi vive, dai costi più contenuti e paesaggisticamente più compatibile? 
La delimitazione di 52 particelle con la posa in opera di 52 cancellini di ingresso comporta un costo 5.000 euro, è davvero razionale installare su 2.600 mq una simile quantità di ingressi individuali? 
La fornitura di 52 compostiere è coerente con la dimensione dei singoli orti (50 mq) ed è indispensabile l’acquisto di 52 bauli in resina il cui costo complessivo ammonta a 13.740 euro? 
E’ previsto l’impiego e la relativa “cementificazione” con lastre in ghiaino di fiume e/o graniglia di marmo, peraltro “vergine”, dei camminamenti, qual è la ragione di utilizzare un simile materiale negli orti, spendendo oltre 12.500 euro? 
Non risulta chiaro se l’area di aggregazione, costo 23.130 euro, sia al servizio esclusivo degli “ortisti” o sia invece anche nella libera e piena disponibilità della cittadinanza. Si chiede quindi di puntualizzare questo aspetto e se fosse riservata solo agli assegnatari di motivare il perché? 
Analoga richiesta riguarda la toilette (12.000 euro). 
Ricorrendo ad una progettazione “interna” degli orti, avvalendosi di un tecnico senza alcuna esperienza, quali riferimenti/consulenze sono state richieste per definire un progetto di considerevole importo?

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