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Ma il fenomeno della prostituzione sul territorio comunale è davvero così diffuso come si è sentito ultimamente in consiglio comunale? Sinistra di Sedriano dubita e ironizza sulla mozione che sul tema ha presentato il consigliere comunale Roberto Scurati (Lega nord). “Il consigliere della Lega Nord -obietta SdS– ha evidentemente molto tempo da dedicare alla questione. Noi già lo immaginiamo partire (di notte, in incognito) munito di telefonino, tutina nera e mascherina ‘similzorro’, per fare reportage fotografici e censimento delle ‘donnine’ eventualmente presenti sul territorio. Non riusciamo ad evitare un sorriso…”. Non solo. “Restiamo però alquanto stupiti -aggiunge SdS– nel sentire in un consiglio comunale che le nostre vie, i quartieri, e le periferie di confine del nostro comune, pullulano di un’esagerata presenza di lavoratrici del sesso; situazione talmente importante da divenire argomento di un consiglio comunale. 

La disamina si è protratta per circa un’ora, fra lettura della mozione, battibecchi, risposte e commenti vari, sprecando inutilmente – a nostro parere- tempo che poteva essere utilizzato per argomenti più urgenti ed importanti. Addirittura assurdo poi, è stato venire a sapere che non ci sono abbastanza soldi nelle casse comunali per coprire i turni della polizia locale, per i controlli notturni del territorio che sono – di fatto- ridotti al minimo: insomma, la solita canzoncina”. L’argomento prostituzione, secondo SdS, viene spesso usato da sindaci e partiti, soprattutto prima delle elezioni e in campagna elettorale, per ottenere consenso. Che fare, allora? Per SdS bisogna “lavorare per eliminare la prostituzione e creare una cultura in cui non sia permesso o accettabile acquistare il corpo di qualcun altro. Oltre il 90% delle prostitute dipende da un protettore. In Italia, in base ai dati forniti da Caritas, le donne vittime di tratta e sfruttamento sono circa 30mila ed i bambini abusati oltre 5 mila, di cui otto su dieci sono bambine. Molto spesso lo sfruttamento sessuale e l’immigrazione vanno a braccetto. L’80-85% delle vittime è composto da donne che provengono da Romania, Nigeria, Ucraina e Moldavia. Non solo: le donne prostitute hanno un rischio del 13,5% in più di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, ma  si registrano anche elevati tassi di disturbo post traumatico da stress e un rischio di depressione maggiore dell’80%, anche nel caso di prostitute che lavorano ‘a casa’ e non solo per strada. La prostituzione implica comunque una relazione non paritaria in cui si impone la volontà maschile. Le donne si sono battute per anni per la parità e l’uguaglianza, e adesso che si fa? Si vorrebbe legalizzare tutto questo, come propongono certi partiti di destra, ma – per assurdo- è come ipotizzare il reato di istigazione al favoreggiamento della prostituzione che ricordiamo,  è  vietato dalla Legge Merlin”.

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