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| Mary Vono |
Quando la vicesindaca Mary Vono si è candidata alle elezioni regionali con la lista Liberi e Uguali ha sorpreso tutti, perché sino a quel momento era considerata organica al Pd essendo stata fra l’altro eletta a furor di popolo nelle elezioni comunali del 2014. Il che non era piaciuto granché al Pd, ma ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Adesso la questione è tornata d’attualità per via della mozione presentata dalla minoranza, che ha colto la palla al balzo per aprire una breccia nella compagine di centrosinistra. Infatti l’opposizione ha trovato che Vono con la sua scelta di candidarsi con Liberi e Uguali si è di fatto dissociata dalla maggioranza e per di più non si riconosce in alcuna forza politica che aveva concorso all’elezione del sindaco Yuri Santagostino. Da qui l’invito al primo cittadino di toglierle le deleghe. Un ragionamento che magari formalmente non farebbe una grinza, ma in politica, come si sa, due più due non fa sempre quattro. Anzi, la maggioranza ha trovato la richiesta pretestuosa e immotivata e l’ha rimandata seccamente al mittente.
E se c’erano malumori all’interno sono d’incanto svaniti come quasi sempre succede quando arrivano siluri dall’esterno. Del resto non poteva che fare così sia per non darla vinta all’opposizione che per offrire all’esterno un’immagine unitaria. Insomma Vono non corre nessun rischio di andarsene a casa anzitempo e può continuare a fare tranquillamente l’assessora sino alla fine del mandato, che scadrà nella primavera del 2019.
