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Il consiglio comunale nell’ultima seduta ha approvato con i soli voti della maggioranza (contrari Forza Italia, Lega nord e Fratelli d’Italia) le linee guida per la variante generale al piano di governo del territorio (Pgt) nonché gli emendamenti 3 e 8. Il Pgt è uno degli atti fondamentali per un’amministrazione comunale. Il documento disciplina la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, gli assetti territoriali, le urbanizzazioni, e disegna lo sviluppo del territorio in ogni suo ambito. E così l’amministrazione comunale a distanza di quattro anni dall’approvazione dell’ultima variante ha deciso di intervenire per aggiornare lo strumento urbanistico, il documento di piano, il piano dei servizi e il piano delle regole, anche alla luce della nuova normativa regionale sul consumo di suolo.

Ma, oltre a questo, vi sono alcune questioni del previgente strumento urbanistico ancora in sospeso, con cui bisognerà confrontarsi, e a cui il nuovo piano proverà a dare una risposta, come gli ambiti di trasformazione che, in base alle prescrizioni contenute nell’ultima variante, mai si sono avviati e per cui i proprietari hanno evidenziato oggettive difficoltà di attuazione. Ecco le linee guida del Pgt che sono state approvate e a cui il nuovo strumento si dovrà attenere.
La forma dell’urbanizzato di Cornaredo è ben riconoscibile, chiara nella sua definizione degli spazi destinati a servizi, residenza, aree produttive e aree di fruizione anche se non mancano ambiti “cerniera” tra parti diverse di città, il cui contatto è irrisolto e costituisce un problema, in cui non è chiara la vocazione, la città collettiva è debole e rappresentano quindi un’importante occasione da ripensare. Di fronte alla crisi ma anche al nuovo modo di fare industria queste zone non sono più attuali e va valutata attentamente la possibilità di una progressiva trasformazione degli edifici produttivi. Una esigenza, già contenuta nell’attuale strumento urbanistico, da gestire attraverso piani attuativi capaci di leggere le diverse situazioni delle aree e mantenendo laddove possibile la destinazione produttiva o artigianale.
La nuova variante 2018 non ha come unico scopo quello di conferire una destinazione ai suoli (“l’urbanistica del retino”), ma quello molto più ambizioso di immaginare la città del futuro attraverso un disegno d’insieme capace di delineare un indirizzo strategico per Cornaredo nel medio-lungo periodo e che sappia tenere assieme le singole parti, riconoscere e ricomporre le risorse territoriali attorno alla figura della città esistente.
L’intenzione dell’amministrazione comunale va nella direzione di un piano di sviluppo sostenibile, adeguato alle richieste effettive e reali del territorio e all’interno del contesto infrastrutturale e di sviluppo dell’area nord-ovest milanese. La crisi economica dell’ultimo decennio ha posto fine a una lunga fase di espansione urbana e temi come la sostenibilità ambientale, il cambiamento climatico e le iniziative europee per creare città all’avanguardia dal punto di vista ambientale sono diventati centrali nelle politiche di sviluppo locale e governo del territorio.
Queste linee guida assumono quindi una premessa necessaria per impostare il lavoro relativo alla nuova variante 2018, evidenziando gli indirizzi principali su cui concentrare i lavori e gli ambiti tematici da approfondire.
Alcune delle linee erano già dettate nel programma di mandato, ad esempio l’idea che lo sviluppo urbanistico e demografico previsto dal Pgt vigente rappresenti una frontiera non superabile e che in futuro lo sviluppo di Cornaredo passi prioritariamente attraverso il recupero delle aree già urbanizzate con l’obiettivo di consumo zero di suolo o la necessità di pianificare interventi in grado di definire una nuova politica per la casa attraverso l’individuazione di aree per l’edilizia economica popolare e di quella convenzionata, in grado anche di avere un effetto calmieratore sui prezzi della residenza libera, prevedendo la realizzazione di alloggi in housing sociale rivolto in particolare alle giovani coppie e alle famiglie che, sebbene non possano accedere al libero mercato, possono comunque sostenere dei canoni calmierati o prezzi di acquisto convenzionati. In particolare l’intervento sulla casa è uno di quelli indispensabili per dare futuro alle nuove generazioni che vogliono restare o insediarsi nel comune.

Inquadramento normativo
Il quadro normativo di riferimento è in continua e rapida evoluzione, e dall’approvazione del Pgt vigente ad oggi sono infatti intervenute diverse normative, che da alcuni anni, anche in recepimento della legislazione europea, soprattutto in tema di consumo e difesa del suolo, sono diventate argomenti sensibili sui quali focalizzare l’attenzione nel campo della pianificazione e programmazione territoriale.
La legge regionale n. 12/2005 “Legge per il governo del territorio”, ha avuto dunque diverse modificazioni ed integrazioni; tali provvedimenti, importanti per contenuti e finalità, saranno recepiti dalla nuova variante di Cornaredo.
In particolare Regione Lombardia ha approvato:
  L.R. n. 31 del 28/11/2014 “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato” che prevede indirizzi per limitare la trasformazione delle aree libere inedificate e per incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
  L.R. n. 4 del 15/03/2016, “Revisione della normativa regionale in materia di difesa del suolo, di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e di gestione dei corsi” che rivede le modalità di gestione dei corsi d’acqua e introduce innovativi criteri progettuali al fine di tutelare il territorio dal rischio idrogeologico.
  L.R. n. 14 del 26/05/2016 “Legge di semplificazione 2016”, che introduce alcune modifiche significative alla legge per il governo del territorio.
Tra le integrazioni o modifiche più importanti si evidenziano: l’obbligo di utilizzo del DataBase topografico (DBT), utile per uniformare le basi geografiche di riferimento del territorio regionale; l’approvazione dei piani attuativi conformi agli strumenti urbanistici da parte della Giunta comunale; la previsione del permesso di costruire convenzionato come modalità di intervento, comunque opzionale, in alternativa al piano attuativo all’interno del tessuto urbano consolidato.
  L.R. n. 16 dell’08/07/2016″Disciplina regionale sui servizi abitativi” introduce un nuovo sistema di articolazione dei servizi abitativi: servizi abitativi pubblici; servizi abitativi sociali; azioni per sostenere l’accesso e il mantenimento all’abitazione.
  L.R. 7/2017 del 10/03/2017 “Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti” al fine di individuare eventuali ambiti di esclusione di applicazione per aspetti idrogeologici e di tutela.
  L.R. 16/2017 dell’08/07/2016“Modifiche all’articolo 5 della legge regionale 28 novembre 2014, n. 31 (Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato) nata dall’esigenza di garantire ai Comuni la possibilità operare varianti ai propri Pgt al fine di ridurre il consumo di suolo entro un chiaro quadro normativo e temporale. 
                       Visione complessiva del territorio 
Come detto, la variante generale deve essere l’occasione per tutta la comunità per aprire una riflessione sulla città che immaginiamo nel futuro, una riflessione che non si limiti agli aspetti teorici ma sia capace di trovare la giusta declinazione dal punto di vista tecnico e normativo anche su ambiti complessi come i centri storici.
Le trasformazioni avvenute negli ultimi trenta anni, che hanno modificato soprattutto le zone industriali ma anche i comparti produttivi all’interno dell’urbanizzato, hanno cambiato il volto del nostro territorio e della nostra società. La chiusura o la crisi di numerose aziende del nostro territorio ha sicuramente inciso negativamente sia sul tessuto sociale che su quello produttivo e, a cascata, su molti altri settori. Studi sui flussi occupazionali, effettuati di recente, confermano come si siano ridotti gli “spostamenti per lavoro” all’interno dei confini comunali a vantaggio degli spostamenti verso Milano che, nonostante la crisi, vive un periodo molto positivo in termini di attrattività.
Cornaredo difficilmente tornerà ad avere una vocazione simile a quella del passato, con molte medie e grandi aziende capaci di rispondere in maniera prioritaria alla richiesta occupazionale del territorio, anche se lo sviluppo industriale come l’industria 4.0 potrebbe aprire scenari non prevedibili, e oggi ha la necessità di aggiornare o reinventare il proprio futuro partendo proprio dai luoghi di eccellenza e attrazione presenti nel territorio, così come da progetti ambiziosi capaci di focalizzare risorse.
Anche dal punto di vista della domanda residenziale Cornaredo ha risentito della forte contrazione del mercato immobiliare. Delle aree di trasformazione inserite nelle “Schede di indirizzo per l’assetto del territorio” – PGT 2013 nessuna è partita, anzi, si sono registrate molte difficoltà anche nelle chiusure di alcuni ambiti già avviati da parecchi anni. Gli operatori, oltre alla crisi generale che ha ridotto la capacità di investimenti, lamentano in alcuni casi la mancanza di sostenibilità economica dell’intervento, mancata coerenza tra capacità volumetrica e perimetri o altezze delle strutture che andranno riviste non superando le volumetrie previste attualmente e, nel caso di più proprietari, la difficoltà nel trovare un accordo tra gli stessi. Hanno avuto più fortuna alcune aree di completamento o di recupero dove, grazie a permessi di costruire convenzionati, si sono perseguiti gli obiettivi del piano. Caratteristica dell’evoluzione della città di Cornaredo è sicuramente la spina dei servizi e del verde pubblico, lungo l’asta del fontanile Torciana che conduce su una linea immaginaria dal Municipio fino alle scuole di via Sturzo, attende invece piena attuazione lo sviluppo di un grande polmone verde nel centro di San Pietro all’Olmo grazie alla cessione del parco di Villa Dubini. Negli ultimi anni si è sviluppato un buon sistema di piste ciclabili, nonostante, soprattutto nei centri urbani, sia di difficile attuazione per ragioni di spazio la costruzione di una rete ciclabile articolata, così come si è sempre perseguito la tutela e la valorizzazione dei corridoi ecologici verdi di collegamento tra le diverse parti di territorio non urbanizzate. In questa direzione sarà molto importante investire su un progetto di mobilità dolce che intercetta un sistema di piste ciclabili sovracomunali finanziato da fondi europei e che coinvolge i comuni di Rho, Cornaredo, Settimo Milanese e Pregnana Milanese, prevedendo un collegamento ciclabile in direzione della stazione ferroviaria di Rho e nuovi tratti ciclopedonali in rete con i cantieri già in atto in città, come il completamento delle opere di urbanizzazione legate al PII Repubblica, o l’area di trasformazione che prevede il recupero di Villa Dubini e la conseguente cessione di parte del parco storico. 
In una fase di approfondimento come quella della variante devono trovare un ragionamento comune sia lo studio sul Piano urbano del traffico sia un’analisi della situazione parcheggi dell’intero territorio, così come l’incremento delle attrezzature sportive previste e l’incidenza dell’istituto alberghiero. 
I centri storici, tessuti densi e antichi, caratterizzati da un interessante sistema di corti urbane, rappresentano da sempre un elemento fondamentale e connotante l’identità della città di Cornaredo e delle frazioni. La sostanziale mancanza di interventi privati significativi effettuati negli ultimi dieci anni, lo stato di abbandono ed incuria di alcuni immobili e degli spazi aperti di pertinenza, la necessità di interventi di messa in sicurezza di manufatti pericolanti ma anche la necessità di avere un quadro non solo urbanistico ma anche legato alla conoscenza e ricognizione di dati residenziali sia quantitativi che qualitativi, ha spinto questa amministrazione ad affrontare, nei mesi scorsi, il problema della riqualificazione dei nuclei di antica formazione secondo un approccio differente rispetto al passato. L’analisi effettuata partiva dai dati abitativi, incrociando potenzialità insediative complessive con dati reali ed attuali. Si è potuta così avere una percezione, purtroppo ancora molto approssimativa, di quanto ancora abbia da offrire la parte più antica edificata nel nostro territorio. Si procederà quindi con:
  Avvio della seconda fase di approfondimento ed analisi dei caratteri urbanistici, morfologici ed abitativi attuali dei nuclei di antica formazione.
  Analisi delle modifiche e degli interventi effettuati all’interno dei nuclei di antica formazione dal 1999 ad oggi, al fine di creare un quadro esaustivo delle potenzialità.
  Individuazione di nuclei di antica formazione idonei per potenzialità edificatorie e caratteristiche abitative (numero di proprietari, percentuale di inquilini rispetto ai proprietari, frammentazione delle proprietà residue) ad essere oggetto di progetti di riqualificazione e rigenerazione ad hoc che prevedano interventi sia di tipo normativo regolatorio che urbanistico, con l’intento di creare le migliori condizioni per l’attivazione di interventi di recupero e riqualificazione.
La rigenerazione dei centri storici passa indubbiamente dal creare condizioni favorevoli allo sviluppo o all’incremento di attività economiche, nuove o preesistenti, dotando gli ambiti dei servizi necessari per la collettività. Il miglioramento delle attività economiche concorre a sua volta a riqualificare gli edifici portando finanziamenti e una alta qualità della vita e innescando un circuito virtuoso. Il recupero dei centri storici, proprio per la sua complessità, è un percorso che deve coinvolgere tutti gli operatori interessati e ogni struttura interessata. Come attestano altre esperienze, uno dei principali fattori di successo è la collaborazione tra forze imprenditoriali e soggetti pubblici capace di innescare meccanismi tali per cui le risorse private confluiscano nella realizzazione degli interventi attuando una partnership pubblico-privato.
Immaginare lo sviluppo di un territorio fermandosi ai soli confini comunali non è sicuramente l’approccio ottimale per il disegno di una realtà complessa all’interno di un contesto peculiare. Bisogna perciò ragionare in prima istanza sul contesto sovracomunale. Dal 1° gennaio 2014 è stata istituita la città metropolitana di Milano, un ente di area vasta, di secondo livello, tra le cui funzioni vi sono la cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano e la promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana. 
Cornaredo fa parte della zona omogenea del Nord-Ovest e il piano strategico di Città metropolitana approvato nel 2016 evidenzia come “Il Nord-Ovest è il territorio dell’area metropolitana che in fase recente si è dimostrato più dinamico e in fase di sviluppo, con grandi trasformazioni che hanno interessato e interesseranno nel prossimo futuro questa porzione di territorio. Dalla localizzazione del polo fieristico di Rho-Pero, passando per Expo e ora verso il post Expo, fino al progetto di recupero dell’ex Alfa Romeo di Arese, l’area sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Accanto ai grandi progetti di sviluppo, i cambiamenti della struttura economica locale consegnano un quadro territoriale costellato da processi molecolari di dismissione e riuso di aree dismesse, soprattutto industriali.
Si tratta di trasformazioni accompagnate da importanti interventi infrastrutturali, che hanno interessato soprattutto la mobilità stradale: il sistema viario Molino Dorino-A4-Cascina Merlata-A8 e la nuova viabilità perimetrale al sito, l’ampliamento a cinque corsie dell’Autostrada dei Laghi (con riorganizzazione degli svincoli e della relativa viabilità di adduzione), il potenziamento della SP46 Rho-Monza. Per quanto riguarda la mobilità ciclabile, vi sono gli itinerari realizzati a supporto della Via d’Acqua, che connette il Villoresi e il Parco delle Groane da Garbagnate Milanese fino a EXPO, su cui si attesta anche il nuovo collegamento proveniente da Molino Dorino.
Un territorio densamente urbanizzato e infrastrutturato, che è faticosamente riuscito a consolidare alcuni ambiti di tutela ambientale, intorno al Parco delle Groane, verso nord, e al Parco Agricolo Sud Milano. Particolarmente importante anche il ruolo dei corsi d’acqua, Seveso e Olona, e del canale Villoresi, in un equilibrio non sempre facile con lo sviluppo del territorio.” 
In particolare nel piano vengono individuate alcune strategie d’azione per l’intera area:
–  un programma per l’innovazione;
–  patto per la semplificazione e la competitività;
–  un’agenda per la rigenerazione urbana;
–  mobilità a nord ovest.
Allo stesso modo non possiamo non considerare ciò che in qualche anno accadrà nell’area dell’Expo. Entro il 2023 infatti dovranno terminare i lavori dell’ospedale Galeazzi, lo Human Technopole e il campus universitario e il territorio del Nord-Ovest dovrà essere in grado di accogliere parte delle persone che fruiranno di quegli spazi e le aziende che trarranno beneficio da quegli insediamenti. 
Si ritiene utile uno strumento in grado di:
Ripensare alla vocazione territoriale ed elaborare un indirizzo strategico chiaro per lo sviluppo del medio e lungo periodo capace di creare una visione di città sostenibile, sempre più smart, e più largamente condivisa dalla collettività, dalla alta qualità della vita e in grado di offrire servizi che rispondano alle esigenze della comunità. Nella variante si dovrà trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dell’urbanizzato previsto, le aree di interesse sociale, quelle di interesse storico-culturale e le aree verdi che offrono uno un’importante pausa tra l’urbanizzato e gli spazi aperti destinati ad attività agricole.
Affrontare il tema del piano dei servizi declinandolo in base agli obiettivi di sviluppo, senza dimenticare il contesto sovracomunale e i servizi di rete offerti da una dimensione metropolitana con la capacità di integrare i nuovi servizi previsti dalla progettazione urbanistica all’esistente e ciò di cui è già prevista la realizzazione nel breve periodo.
Semplificare le regole relative agli interventi di rigenerazione e recupero del patrimonio edilizio esistente che in ottica di sviluppo del territorio mantiene la stessa importanza delle nuove costruzioni sia per ciò che concerne l’offerta abitativa sia per lo sviluppo economico e sociale. Inutile nascondere che il futuro della nostra comunità, sotto diversi aspetti, passa attraverso la riqualificazione dei centri storici ma anche di quelle realtà che una volta componevano un tessuto produttivo essenziale mantenendo il giusto equilibrio tra offerta abitativa e qualità della vita.
L’obiettivo è creare un percorso in cui condividere una idea di città che, a partire dai cambiamenti degli ultimi anni, dia delle risposte a una società complessa in cui il cittadino gioca un doppio ruolo di utente rispetto ai bisogni e creatore di servizi cui ai primi devono rispondere.
Si intende seguire un percorso di “progettazione partecipata” a cominciare dall’assunto che la pianificazione urbanistica è un processo di interazione sociale e che la funzione di un percorso partecipativo non è quella di distinguere più livelli eterogenei ma creare un percorso unico in cui ognuno possa portare il proprio contributo.
Sarà necessaria una campagna di ascolto dei gruppi organizzati, professionisti ma anche associazioni del territorio, prevedendo incontri specifici con gli obiettivi di:
–  utilizzare la conoscenza approfondita del territorio da parte di attori che “vivono” la città e rappresenta una fonte fondamentale per la formulazione della nuova variante;
–  mettere a frutto le competenze progettuali, uno stimolo e una prospettiva utilissima per definire ambiti e strumenti da utilizzare. 
Così come saranno previsti degli incontri pubblici, aperti a tutta la cittadinanza con l’intenzione di:
–  coinvolgere tutta la comunità locale, non tanto nella definizione della singola destinazione d’uso, ma per un confronto ampio sulla città del futuro e sulla visione dello sviluppo auspicato;
–  raccogliere e interpretare la domanda locale declinando la stessa sulla base delle risorse, delle opportunità e delle criticità percepite. 
                               Obiettivi del nuovo piano
Dalle premesse precedenti discendono quindi degli obiettivi su cui dovrà concentrarsi la variante, lo scopo è quello di porre le basi per uno sviluppo qualitativo del territorio in grado di migliorare le condizioni di vivibilità. Uno sviluppo in cui è prioritario il bene comune e la collettività rispetto ai pur legittimi interessi singoli. Gli obiettivi sono caratterizzati dalla trasversalità dei temi affrontati, a cui si deve provare a dare risposta.
1. Sviluppo sostenibile del territorio e consumo di suolo zero. Negli strumenti urbanistici le dinamiche di espansione dell’urbanizzato e la crescita lasciano in sempre più casi spazio a politiche di riqualificazione urbana, ricomposizione territoriale e riqualificazione energetica degli edifici in cui il tentativo è quello di riconoscere, selezionare e di valorizzare le risorse architettoniche e paesaggistiche esistenti.
2. Ripensare le aree di trasformazione previste dall’attuale strumento urbanistico che per varie ragioni non hanno visto la presentazione di progetti attuativi, valutando la possibilità di riconfermarle o meno.
3. Riuso e rigenerazione degli spazi dell’abitare attraverso la manutenzione e la riqualificazione della città esistente. In questi anni, nonostante alcuni interventi edilizi, la popolazione di Cornaredo non è aumentata. Bisogna incentivare il recupero del patrimonio sottoutilizzato e/o dismesso.
4. Riqualificazione dei centri storici. Rappresentano il cuore della città e il centro delle attività istituzionali, religiose e commerciali, nonostante negli ultimi anni si siano ridotte queste ultime e sia sempre più complesso far vivere quegli spazi. Nello sviluppo della comunità però i nuclei antichi di Cornaredo, San Pietro all’Olmo e Cascina Croce svolgono ancora un ruolo cruciale, sono necessarie azioni che sappiano integrare in modo equilibrato il mix funzionale, la modificazione e la conservazione.
5. Rigenerazione urbana delle aree industriali con l’obiettivo di rafforzare il tessuto produttivo esistente. La rigenerazione è oggi, ma lo sarà anche in futuro, un tema fondamentale dello sviluppo di un territorio, a maggior ragione se l’area produttiva si trova all’interno dell’abitato e porta con sé problemi di integrazione e compatibilità ambientale con il contesto. Le città sono infatti ricche di spazi “in attesa” che spesso faticano a ripartire sia per difficoltà oggettive degli operatori privati sia perché le destinazioni tradizionali hanno esaurito la loro capacità propulsiva e attrattiva e vi è la necessità di saper innovare. 
6. Potenziare la città dei servizi. L’erogazione di servizi pubblici di qualità sempre più accessibili è una delle caratteristiche dei comuni della prima fascia di Milano. Insieme a questo è necessario delineare un progetto integrato di città pubblica, da sviluppare di pari passo con il documento di piano attraverso attente politiche di riqualificazione dello spazio pubblico e collettivo: individuando gli spazi e i luoghi pubblici, i “centri di vita” e ampliando i luoghi della cultura, che maggiormente necessitano di cura.
7. Implementare le soluzioni legate a una mobilità sostenibile per una città in rete, anche su scala sovracomunale per incrementare le interconessioni tra i comuni intorno a Cornaredo, e potenziare la fruizione degli spazi aperti agricoli a corona della città. Si inserisce in quest’ottica il ragionamento sulla mobilità, i servizi legati alla sharing economy, e su quale vuole essere la visione futura degli spostamenti verso la città e i comuni dell’hinterland. Il Pgt deve suggerire delle linee guida che indichino quale sarà la mobilità del prossimo periodo. In questi anni stiamo assistendo alla tendenza, a livello mondiale, a privilegiare il trasporto collettivo e disincentivare l’uso del mezzo privato. A livello urbanistico ciò si traduce nel ripensare i sistemi viabilistici, finora a favore dell’auto, verso altre tipologie come la bicicletta o i mezzi pubblici.
8. Edilizia convenzionata e 167. Attivare politiche di accesso alla casa per facilitare l’attrattività del territorio anche per le giovani coppie ma soprattutto per evitare che le giovani coppie del nostro Comune debbano spostarsi per accedere a prezzi degli immobili più sostenibili. E’ necessario aumentare la coesione sociale per contrastare le vecchie e nuove povertà. 
9. Tutelare le aree verdi e agricole dando centralità al paesaggio, alle grandi “stanze” agricole  corona dell’urbanizzato e al verde diffuso in città implementandone le funzioni e il consolidamento delle aree di alto valore paesaggistico, ambientale ed ecologico del territorio
10. Semplificazione normativa degli ambiti che hanno complicate procedure o creato incertezza applicativa.

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