Appare circostanza irrilevante -continua SdS– se quando si è asfaltata la strada e si è realizzata la pista ciclo/pedonale se ne è tenuto debito conto, non importa se la loro presenza è pluridecennale e quindi siano da considerare “de facto” acquisite al patrimonio verde collettivo e non “piante spontanee”. Cos’altro aggiungere? Che è una via a senso unico percorsa da un traffico riconducibile quasi esclusivamente ai soli residenti, che oggettivamente non costituiscono intralcio alla circolazione e che nessuno le ha mai rappresentate ne percepite come potenziale pericolo? Vanno abbattute e basta! Rifuggiamo dalle maldicenze (la cultura del sospetto non fa parte della nostra forma mentis) quindi ci dissociamo dalle voci di corridoio che vorrebbero attribuire la decisione di abbattere le querce di via Treves, poste di fronte all’abitazione del signor Fusi, all’esposto da lui presentato, in relazione al falò di Sant’Antonio del gennaio 2017. Come è noto, all’esposto è seguita una querela per diffamazione il cui procedimento – notizie di questi giorni- è tuttora in corso. Vogliamo fermamente credere -concluse SdS– che le ragioni dell’abbattimento siano dovute a solide, concrete ed incontestabili considerazioni, tutte da dimostrare e da esporre alla luce del sole. Certo sorprende che fra i molti chilometri di strade di Sedriano i 18 metri di via Treves, sui quali insistono le querce costituiscano, all’improvviso, dopo 25 anni, un problema prioritario e da risolvere possibilmente nel modo più drastico. Assolutamente sorprendente…
querce tagliate in via treves sedriano
sds perplessa su taglio querce via sedriano
sinistra di sedriano
SEDRIANO Cura del verde, SdS perplessa: “Ma perché si tagliano le querce in via Treves che sono in buona salute?”
Ma perché tagliare in via Treves quelle piante che sono in buona salute? A chiederselo è Sinistra di Sedriano che non riesce a capacitarsi della decisione. Infatti in questa nota che ricevo e pubblico esprime dubbi e sospetti sulla misura. Si trovano lì -puntualizza SdS-, ben fissate al suolo, da 25 anni, in buona salute e senza apparenti problemi di staticità. Certo in questo quarto di secolo il contesto è completamente cambiato e dunque ora parrebbero costituire un “potenziale pericolo verso i pedoni” (che dovrebbero transitare sulla pista pedonale loro riservata, a 6 metri dagli alberi) oltre ad interferire “con i manufatti esistenti” quale siano non è chiaro. Ma non basta, si misura con il centimetro banchina stradale e carreggiata, giustappunto per trovare un cavillo, quale non importa, che consenta e giustifichi la loro rimozione.
