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Danilo Patané
Ricevo e pubblico questa nota del coordinatore azzurro Danilo Patané sull’area feste per fare chiarezza su un tema in cui è stato calato un polverone per alimentare ad arte confusione e depistare le vere responsabilità del pasticcio.
In merito all’assemblea pubblica promessa o auspicata dal sindaco Cipriani, diciamo subito all’amministrazione che prima devono ammettere la verità dei fatti, ossia che la giunta Celeste in questo guaio dell’area feste non ha nulla di cui rimproverarsi avendo agito per la tutela del bene pubblico. L’unico motivo per il quale la struttura non è fruibile, come lo è stato legittimamente in passato nel 2012-2013 è perché  a suo tempo non si era riusciti ad individuare tramite bando pubblico l’operatore che ne prendesse la conduzione, in quanto i collaudi degli ambiti A e B (fabbricato, pista di skateboard – tensostruttura e campo di basket) erano rati e validi.

L’ambito C laghetto e verde circostante era stato contestato dalla giunta Celeste (assieme ad altre anomalie determinate dall’operato del direttore lavori) approfondendo la vicenda del presunto inquinamento da titanio ordinandone il carotaggio dalle cui risultanze si è rivelata la presenza in un’area circoscritta di questo materiale cosa peraltro rimediabile e non particolarmente offensiva per la salute, quindi si è avviata legittimamente una delle tre azioni giudiziali pendenti.

A partire dalla fine del 2013, due azioni giudiziali per l’ambito A e B  sono state  ordinate e volute dai commissari prefettizi e l’attuale giunta ci ha messo del suo recintando inutilmente l’area, il tutto al solo ed unico scopo di demolire l’immagine degli amministratori di centrodestra  e di conseguenza anche la realizzazione dell’opera.
Essendo passati quasi quattro anni facciamo ciò che altri non fanno o comunque diamo spunto per approfondire su cosa bolle in pentola. Consultando gli atti giudiziali disponibili e depositati in tribunale e facendo qualche domanda alle controparti in causa contro il comune, ci siamo fatti l’idea che a breve si andrà incontro ad una condanna pecuniaria pesantissima che graverà in pieno nelle tasche dei cittadini.
Nel luglio 2016 una scellerata delibera di giunta 5stelle, ha rifiutato una proposta transattiva, mozzando di netto ogni possibilità di pervenire ad una chiusura di tutte le cause pendenti, che immaginiamo avrebbe previsto, contro un pagamento in forma transattiva da parte del comune, un risparmio ingente rispetto a quanto le controparti avrebbero richiesto al giudice e che questi potrebbe accordare loro.
Qui non si tratta né di buttarla in caciara né di voler che le cose finiscano a tarallucci e vino, ma della grave violazione di trasparenza e lealtà nei confronti di tutti i cittadini che hanno il diritto di sapere che cosa li aspetta da qui a qualche anno.
Se nessun consigliere comunale, avendone prerogativa e strumenti politici di pressione, si vuole prendere la briga di approfondire nelle sedi istituzionali, allora saranno i cittadini che prima o poi inferociti si recheranno agli uffici comunali a chiedere conto e ragione sia ai politici stessi (che nel frattempo saranno scappati) sia agli uffici preposti alla difesa degli interessi della popolazione.
Venendo alla stretta attualità di queste ultime settimane, ci prendiamo tutto il tempo utile per valutare le azioni da intraprendere rispetto alla violazione dell’ordinanza di chiusura e recinzione dell’area a feste commessa dal sindaco.
Valutando l’origine di questa di questa ordinanza di chiusura e recinzione, non possiamo che notare contraddizioni su contraddizioni: in una prima versione l’area è pericolosa (di quale pericolo si tratti però non si sa), poi deve rimanere chiusa perché sotto sequestro, falso anche questo, poi invece si chiude per non alterare lo stato dei luoghi essendo pendenti azioni giudiziali civili ma i fatti smentiscono anche questo motivo in quanto nemmeno i commissari che avevano avviato due azioni giudiziali su tre  hanno ritenuto di transennare l’area, allora si tira fuori la tutela dagli atti vandalici, ma allora non si poteva installare qualche telecamera in più, a potenziare la sicurezza dell’area ed organizzare meglio la sorveglianza, invece di spendere ottomila euro di recinzione?
Invece che si fa?… si concede a voce a dei privati l’accesso all’area con un semplice passaggio di chiavi come se si trattasse della cantina del nonno.
Chi riceve le chiavi in assoluta buona fede, senza nemmeno uno straccio di documento scritto e protocollato, dove si sarebbe dovuto specificare l’ambito della fruizione, utilizza l’area per fare ciò che aveva in programma di fare salvo poi vedersi sanzionato in modo del tutto beffardo dal sindaco stesso che ha violato per primo la sua ordinanza non essendosi ricordato di sospenderla almeno temporaneamente.
Questi sono i pasticci di chi siede in Comune e che vorrebbe scaricare sugli altri la propria incompetenza.
Nelle prossime settimane ci occuperemo del cimitero e delle polemiche derivanti dai lavori fatti a ridosso delle festività e delle solite ed immancabili scuse per cui la colpa è sempre di quelli che c’erano prima.
Apprendiamo della pista sul ghiaccio che dovrebbe essere installata in piazza del Seminatore, un sito noto per la fragilità del suolo e che forse non è proprio il posto migliore per posizionare questa suggestiva e divertente attrazione.

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