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Marco Cardillo

Sì, allo studio epidemiologico per valutare gli effetti del termovalorizzatore Silla 2 di Pero sulla salute dei cittadini. Il consiglio comunale nell’ultima seduta ha approvato all’unanimità la mozione dal consigliere comunale Marco Cardillo (M5S) di effettuare la ricerca. Il consigliere ha anche proposto di eseguire lo studio in concerto con gli altri Comuni limitrofi per ridurre la spesa nell’ordine di 4-5.000 euro e anche per avere risultanze  più omogenee e complete e per di più con la possibilità di un accesso a maggiori dati sensibili. Cardillo ha motivato nel possibile impatto negativo sulla salute dei cittadini la ragione dello studio essendo peraltro l’inceneritore ubicato all’interno di un area altamente urbanizzata e confinante con il territorio cornaredese.
Del resto il termovalorizzatore bruciando ogni anno oltre 500.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani immette in atmosfera un elevato quantitativo di CO2 e una quantità estremamente rilevante d’inquinanti organici e inorganici nocivi sia per l’uomo che per l’ambiente, sebbene all’interno dei limiti concessi per legge esclusivamente a questo tipo di attività. Anche se l’impianto di combustione (superiore ai 50 MW) con cogenerazione e teleriscaldamento (con quota inferiore al 50%) è soggetto alle prescrizioni della direttiva 75/2010 sulle emissioni industriali e relativi recepimenti nazionali non è detto che non incida sulla salute. Infatti -ha sottolineato Cardillo–  studi epidemiologici, svolti anche in tempi recenti, condotti in Paesi industrializzati e basati su campioni di popolazione molto vasti, hanno evidenziato una correlazione tra patologie tumorali (sarcoma) e l’esposizione a diossine derivanti da inceneritori e attività industriali. Altre indagini epidemiologiche hanno analizzato i fattori di inquinamento da metalli pesanti che fuoriescono dagli inceneritori ed eseguite accurate analisi considerando sia fattori socio-economici (costi delle cure, ricoveri in ospedali, ecc.) sia le popolazioni esposte nelle precise zone di ricaduta (mappe di isoconcentrazione tracciate per rilevamento puntuale e interpolazione spaziale col metodo di kriging). L’analisi accurata, pur se limitata solamente ad alcune popolazioni, evidenzia aumenti statisticamente significativi di alcune patologie tumorali nelle donne residenti in zona da almeno cinque anni, ma non negli uomini. Nello studio viene ugualmente rilevata l’esposizione ad ossidi di azoto a cui appartengono fra gli altri il monossido di azoto, prodotto dai motori a combustione ed il biossido di azoto particolarmente grave per i malati di asma. Passando a problemi di ordine maggiore, si sono rilevati aggregati (cluster) di aumento di mortalità per linfoma non Hodgkin; altri studi, nonostante difficoltà relative all’analisi dei dati, aggiungono risultati significativi sull’incidenza di tumore polmonare, linfoma non Hodgkin, sarcomi ai tessuti molli, tumori pediatrici, malformazioni neonatali. Diversi studi europei rivelano infine, sempre nell’ambito delle patologie tumorali, la correlazioni con la presenza di inceneritori, in coerenza con analoghi studi precedenti. Da qui Comuni come Vercelli, Aprilia, Brindisi o Desio, per rimanere nella zona, hanno commissionato uno studio epidemiologico all’interno del proprio territorio di competenza per avere un quadro d’insieme della situazione che interessa da vicino la salute dei propri cittadini.

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