Crisi o una febbre di crescenza come accade per i bambini? L’immagine che più sembra restituire la fotografia dell’amministrazione comunale all’indomani delle dimissioni del capogruppo Giancarlo Doria e dell’assessora Maria Grazia Buscaino pare proprio questa. L’amministrazione Cipriani è dunque giunta a un bivio: o riesce a trovare coesione, sprint e operatività per rilanciarsi, oppure è destinata a logorarsi lentamente sino a esaurirsi. Certo scoprire adesso che Doria non si sarebbe dimesso per motivi familiari, ma per un (presunto) abuso edilizio compiuto a casa sua non sembra un buon biglietto da visita.
Tuttavia bisogna riconoscergli il merito e la sensibilità di essersi messo da parte tempestivamente per non coinvolgere il gruppo e l’amministrazione comunale. Buscaino si è dimessa, secondo le spiegazioni ufficiali per via di una nuova vita professionale, ma, a raccogliere gli spifferi, per dissensi con il resto dell’esecutivo. La situazione, da qualunque parte si guardi, non è certamente quella che si aspettavano i cinquestelle, ma perdere pezzi per strada e non disporre più di consiglieri per sostituire i dimissionari rischia di trasformarsi in un’affilata spada di Damocle. Un paradosso se si consideri che l’apparato burocratico-amministrativo lavorando con abnegazione e per di più contando sull’apporto del “pilota automatico” (per riprendere la suggestiva immagine del coordinatore azzurro Danilo Patané), come mai era accaduto nelle precedenti legislature, è più di un valore aggiunto per le fortune dell’amministrazione comunale. Ma, com’è come non è, al momento è finita in mezzo al guado. E come se non bastasse è pure alle prese con l’esigenza di nominare un’assessora in sostituzione della dimissionaria Buscaino. Voci vorrebbero che Susi Auletta, eletta nella Lista civica e disconosciuta poi dal suo stesso gruppo, venga chiamata a rimpiazzarla. Se così dovesse essere sarebbe una scelta incomprensibile, pasticciata e anche contraddittoria con lo spirito del M5S, che con le pratiche e le liturgie della vecchia politica ha sempre detto non ne vuol sapere. Un passaggio delicato che è più di un banco di prova per l’amministrazione Cipriani.
