Ricevo e pubblico questo intervento dei consiglieri comunali Enrico Montani e Gabriele Fabris delle liste civiche sull’approvazione del bilancio 2015.
Siamo qui chiamati a dare il nostro giudizio sul bilancio di previsione 2015 – 2017. Lo facciamo in una veste diversa da quella che avevamo nel luglio 2014, quando eravamo parte dell’alleanza che governava la nostra comunità. La nostra valutazione per questo bilancio non è fondata sui numeri, sulle cifre che compongono il bilancio. Non si tratta di una valutazione tecnica che sarebbe comunque negativa. Il nostro ruolo qui non è quello del “ragioniere” goffamente interpretato dall’assessore Marco Gibillini. Chi ha la responsabilità del governo di una comunità deve saper guardare oltre i numeri. Deve avere la capacità di individuare e comprendere esigenze e necessità, e saper progettare soluzioni efficaci e soddisfacenti.
Capacità fondamentali e essenziali che purtroppo l’attuale alleanza che è alla guida della nostra comunità nel tempo ha dimostrato di non avere. La presentazione del bilancio è stata carente sin dall’inizio. Ai precisi obblighi che competono ai pubblici amministratori, non si adempie con la sommaria e del tutto carente presentazione che è stata proposta durante lo scorso consiglio. Il Documento Unico di Programmazione (DUP), il programma delle opere pubbliche, l’elenco annuale dei lavori, non hanno avuto una presentazione. Importanti ed essenziali documenti non hanno avuto una presentazione. Questo è grave politicamente, tecnicamente e anche eticamente. Nella riunione della commissione consiliare “Finanza e Programmazione”, sono altresì emerse situazioni che hanno lasciato in dubbio anche sotto il profilo tecnico. Lo stesso assessore Gibillini si è trovato in grave imbarazzo. Il tragicomico episodio della pubblica assemblea di presentazione del bilancio alla cittadinanza, ha raffigurato un’immagine sconcertante delle effettive reali capacità organizzative della giunta Lonati: i cittadini non sono stati avvisati per tempo e in modo adeguato e pertanto non si è verificata una loro presenza; la sala non era disponibile poiché nessun addetto all’apertura è stato avvisato; la giunta quella sera, per strada, fuori dall’aula consiliare, non sapeva come fare e chi chiamare per risolvere il problema. Tutto ciò è stato la prova concreta e inconfutabile delle misere capacità della giunta e della sua padronanza in termini organizzativi. Il rifiuto espresso per la richiesta di convocazione di un consiglio comunale aperto, per permettere ai cittadini la partecipazione che meritano, è stata cosa di gravità inammissibile. Sono state lese e disattese regole fondamentali democratiche, contenute nello statuto del Comune e nel regolamento del consiglio comunale, proprio da chi queste regole le deve far rispettare. In questo brutto modo la giunta Lonati ha avvicinato la comunità all’approvazione del bilancio, il più importante documento di programmazione dell’amministrazione comunale. Ormai è trascorso pressoché un anno dal 4 luglio 2014: dal nostro motivato voto di astensione in occasione dell’approvazione del bilancio 2014-2016. Un voto critico e coraggioso che ha testimoniato il nostro ruolo costruttivo in ciò che in quel momento era l’alleanza che governava la nostra comunità. Con quel voto di astensione, assumendoci un’importante responsabilità, in consiglio comunale, abbiamo chiesto al sindaco e a quell’alleanza di avviare da subito le necessarie azioni per portare all’interno della giunta comunale, e nei metodi di lavoro, i necessari cambiamenti per garantire un governo efficiente, per adottare scelte efficaci per l’attuazione del programma di governo proposto ai cittadini. Il nostro voto voleva essere da stimolo perché s’iniziasse a lavorare seriamente e con efficacia per raggiungere gli impegni presi con la cittadinanza e soddisfare pienamente le aspettative. Invece la risposta è stata l’avvio delle manovre per escluderci dalla maggioranza. Avevamo una posizione critica all’interno di quell’alleanza. Un ruolo critico e costruttivo che ha consentito l’adozione di scelte anche importanti nell’interesse della comunità. Dopo la nostra esclusione, con la nostra assenza, tutti hanno potuto capire qual era l’importanza della nostra presenza all’interno di quell’alleanza. Fossimo stati ancora parte dell’alleanza che governa la nostra comunità, avremmo impedito in ogni modo l’aumento dell’imposizione tributaria sul patrimonio primario delle famiglie: la prima casa, l’abitazione acquisita con sacrificio. Oggi tutti hanno potuto capire perché nel giugno 2013 abbiamo preso la decisione di entrare a far parte di quell’alleanza: per difendere e proteggere il bene comune e gli interessi diffusi dei cittadini; impedire irragionevoli e assurde decisioni come questa che fa gravare sulle abitazioni delle famiglie, acquisite con sacrificio, il ripiano dei tagli voluti dal governo centrale. Abbiamo aderito a quell’alleanza per impedire quello che ora sta succedendo. Siamo anche stati accusati pubblicamente di essere stati un freno per l’amministrazione e che senza la nostra presenza si sarebbe fatto molto. Avevano le ali tarpate. Avrebbero agito speditamente. Chi ci ha accusato ingiustamente non ha poi saputo argomentare e comprovare le sue infondate accuse. Oggi, nei fatti, a distanza di qualche mese, quelli che erano i nostri alleati, danno concreta dimostrazione di ciò che sono effettivamente, di che pasta sono. La realtà che man mano si scopre è inaccettabile: danno ogni giorno prova d’incapacità e inadeguatezza. All’assessore Marco Gibillini, ora domandiamo se la “rotta” che ha voluto far prendere alla “imbarcazione”, come ha scritto in un messaggio e-mail del 2 febbraio scorso, è quella che costatiamo nei fatti, cioè quella di prendere scelte assurde e irragionevoli come l’aumento dell’imposizione tributaria sulla abitazione acquisita dalle famiglie con sacrificio. A questo punto, considerati i risultati, visti i contributi prodotti dai due assessori di Io Amo Bareggio, crediamo, così come i fatti dimostrano, che questa lista civica non sia all’altezza del ruolo che ora ricopre. Crediamo che la nostra cittadinanza meriti di più del loro poco che hanno da offrire. Ci domandiamo quale sia la “rotta” che il Partito Democratico intende seguire. Se è quella tracciata dall’assessore Marco Gibillini, rappresentata con la decisione di penalizzare le abitazioni acquisite con sacrificio dalle famiglie. Considerata l’innegabile realtà alla vista di tutti, ci domandiamo quale futuro avrà il Partito Democratico in sede locale. Quale futuro può avere la sua attuale dirigenza. Che cosa è veramente in grado di dare alla sua comunità. Ci domandiamo se la rappresentanza locale del Partito Democratico può essere un riferimento politico per la nostra comunità. Queste sono domande che chi ha un ruolo politico all’interno della comunità si deve per forza porre. Il Sindaco Lonati ha dato dimostrazione di non essere uomo da porre alla guida di un gruppo di governo. Non è stato in grado di tenere unita l’alleanza che l’ha sostenuto per la sua elezione. Ha sostenuto chi ha destabilizzato l’alleanza. Disattende gli impegni prioritari assunti con la cittadinanza. Ha dato dimostrazione d’inadeguatezza e incapacità. Non è stato in grado di guidare la sua giunta verso scelte innovative e serie. Non è stato in grado di dotarsi di una programmazione organica, razionale ed efficiente dei lavori della sua giunta. Crediamo che la nostra cittadinanza meriti molto di più che un sindaco Lonati. Crediamo che la nostra cittadinanza meriti molto di più del poco che è in grado di dare l’alleanza Io Amo Bareggio – Partito Democratico. Sono anche venuti meno gli impegni prioritari presi con i cittadini. Per quanto concerne partecipazione, trasparenza, legalità, gli episodi recentemente verificatesi rivelano alla comunità la scarsa considerazione che hanno Io Amo Bareggio e Partito Democratico per questi argomenti. Le politiche che dovrebbero riguardare l’organizzazione della struttura comunale, di fatto, non esistono: sono solo parole e qualche foglio di carta. Nella lettura dei documenti dei nuovi appalti non si intravede la benché minima traccia di seri e innovativi indirizzi di trasformazione positiva. All’interno del bilancio sottoposto all’approvazione del consiglio comunale non s’intravede alcuna volontà politica precisa e decisa di trasformazione positiva, cambiamento favorevole e vantaggioso per la comunità. Il nostro ruolo in consiglio comunale non è cambiato. Siamo qui per difendere e proteggere il bene comune e gli interessi diffusi e impedire che irragionevoli e assurde decisioni siano prese. Siamo qui per affermare e concretare gli impegni che abbiamo preso con la cittadinanza e cercheremo di farlo sempre e nel migliore dei modi. Siamo qui per costruire un futuro migliore per la nostra comunità. Per favorire e attuare la trasformazione positiva, il cambiamento favorevole e vantaggioso che la nostra comunità merita. Il bilancio presentato al consiglio comunale dal sindaco e dalla giunta è “scritto da un ragioniere” e non da chi invece dovrebbe essere portatore degli interessi diffusi e delle necessità di una comunità. Quello che ci è stato sottoposto è un documento che nemmeno trova coerenza con gli impegni assunti con la cittadinanza. La scelta di far gravare sulle abitazioni acquisite con sacrificio dalle famiglie, il ripiano dei tagli voluti dal governo centrale è per noi e per tutta la comunità ingiusta, assurda, irragionevole. Bocciamo in maniera assoluta il sindaco e ciò che oggi è la sua giunta. In nome di tutta la comunità, esprimiamo la più severa disapprovazione per la scelta ingiusta di gravare sulle abitazioni acquisite con sacrificio dalle famiglie il ripiano dei tagli voluti dal governo centrale. “Quindi non partecipiamo alla votazione, usciamo dall’aula in modo che la nostra presenza non sia computata a rendere l’adunanza legale”.
