La senatrice Lucrezia Ricchiuti (Pd) è intervenuta in sede parlamentare per chiedere al Ministero dell’Interno se è stata avanzata richiesta di incandidabilità per l’ex sindaco Alfredo Celeste. La senatrice è anche intervenuta per dire la sua nel servizio Rai 3 sul “caso Sedriano”. Sulla presa di posizione della senatrice ricevo e pubblico questa nota di precisazione che Celeste ha inviato alla stessa parlamentare.
Ho avuto la possibilità di ascoltarla, brevemente, nel servizio di Rai 3 regionale del 21 marzo delle ore 14. Per quanto riguarda il presunto dissesto finanziario del Comune di Sedriano le invio il passaggio di consegne con i commissari subentranti. In quanto amministratrice locale può constatare la positività della nostra gestione e l’assenza di debiti fuori bilancio accertati, paradossalmente, anche relazione della commissione d’accesso dell’epoca che ha determinato lo scioglimento e che sarà contestata, dopo il TAR anche davanti al Consiglio di Stato. In questa sede verranno presentate, mancanti davanti al giudizio del TAR, le testimonianze dei funzionari comunali che smentiscono in maniera inequivocabile tutte le affermazioni del trio prefettizio. Questi dipendenti comunali hanno testimoniato davanti al Tribunale delle Misure di Prevenzione che ha respinto la proposta della Procura di Milano di sottopormi a” sorveglianza speciale”, con grande dolore rammarico dei “manettari e forcaioli” che ha recentemente incontrato. La sentenza dice: non sono colluso e i miei comportamenti, quindi, non sono stati mai “infiltrati” dalla mafia. Del resto, sin dall’inizio e ora al vaglio del processo che si svolge presso il Tribunale di Milano sezione ottava, l’accusa nei miei confronti è di CORRUZIONE PROPRIA (senza dazioni di denaro o tangenti, ma solo per promesse mai fatte da me) e basta, senza aggravanti o specifiche varie. Ma questo difficilmente viene comunicato: è bene far pensare ad una accusa che riconduca tutto a collegamenti mafiosi e, soprattutto, dimenticando l’art 27 della Costituzione e oggi, anche, le esternazioni del Presidente del suo partito e del consiglio Renzi che dichiara il garantismo per i sottosegretari indagati. Ho deciso di scriverle queste righe dopo aver avuto la notizia di una sua iniziativa parlamentare (interrogazione?) al Ministero degli Interni per sapere se è stata avanzata la richiesta di incandidabilità nei miei confronti. Mi ha molto sorpreso questa sua “ignoranza”, dopo che le cronache giornalistiche ne hanno diffusamente parlato. Si informi: sono comunque, a tutti gli effetti, candidabile e, brutta notizia per lei e i suoi amici, lo farò ancora, perché ho ancora molto da dire e sulla giustizia e sulla vera lotta alla mafia. Legga bene “la relazione riservata” e troverà, ancor prima di aver avuto riscontro dalle testimonianze sopra citate, molte incongruenze, paradossi ed esagerazioni. Ma la politica becera aveva previsto che un Comune fosse sciolto per mafia, per attestare l’autentica e instancabile lotta di voi della sinistra, puri e incorruttibili. Chiederò dopo il Consiglio di Stato, qualunque sia il suo esito, un’audizione alla commissione antimafia di cui lei è componente. Spero che mi venga concessa e che ci sia anche la sua presenza. Le invio anche la sentenza del giudice di Biella dove dichiara “il non luogo a procedere” nei confronti di pseudo giornalisti che millantano l’inchiesta risolutiva su Sedriano: come potrà constatare non vi è stata nessuna inchiesta, ma “espressione di critica politica”, come una qualsiasi parte politica antagonista (niente giornalismo quindi) e la mia querela (l’unica) per il giudice non è pretestuosa che, invece, la dichiara ammissibile e giustificabile non facendomi pagare, per questo le spese di soccombenza. Auguri per la sua attività politica.
