Ci vogliono le critiche di tutti per spingere la commissione a chiarire il senso dei suoi provvedimenti. Infatti solo quando le forze politiche cittadine contestano e strepitano per qualche sua misura non proprio popolare affida a comuncati stampa la ratio delle sue decisioni. Governare un municipio non è come dirigere un qualsiasi ufficio pubblico in cui basta dare direttive e tutto si esaurisce nella catena di comando senza nessun riverbero esterno. In un ente locale il consenso è tutto e la comunicazione è nevralgica allo scopo sia per preparare preventivamente l’opinione pubblica e neutralizzare sul nascere malintesi e critiche che non fanno mai bene a nessuno sia per acquisire il favore dei cittadini.
E così adesso la commissione è intervenuta per spiegare le ragioni dell’aumento delle tariffe del servizio di assistenza domiciliare. “L’adeguamento dei costi -spiega nel comunicato- si è reso necessario per garantire un gettito sufficiente a far fronte alle esigenze di gestione e per pregiudicare l’equilibrio economico e finanziario del bilancio comunale, anche alla luce dei tagli imposti dalla spending review”. Non è tutto. La commissione fa sapere che “si è valutato opportuno mantenere la gratuità esclusivamente per le fasce dei fruitori economicamente più deboli, che pur vi sono”. Non solo. “La riforma dell’Isee -aggiunge-, recependo e introducendo importanti novità in merito alle caratteristiche dei nuclei familiari con carichi particolarmente gravosi, tratta le diverse tipologie di reddito in modo da migliorare l’equità e favorire le situazioni di maggior bisogno in considerazione anche delle maggior spese connesse alla vecchiaia e ad altre condizioni di fragilità”.
