Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News

Le liste civiche (Voi con noi e In volo) spostano il fronte d’attacco per aprire qualche breccia nella maggioranza. E ora a finire sotto tiro è il consigliere comunale Roberto Galli, staccatosi dal gruppo Voi con noi, reo di fare da stampella alla maggioranza che non si decide di sfiduciare l’assessora Silvia Bona. Durissima la presa di posizione di Gabriele Fabris, esponte di Voi con noi, in consiglio comunale nei confronti del transfuga Galli. Ecco il suo intervento: “I provvedimenti di sostituzione di Roberto Galli nelle commissioni comunali in cui era stato nominato quando faceva parte del gruppo consiliare di Voi con noi  mi hanno invitato a delle riflessioni di carattere generale che hanno però un riflesso diretto sul consiglio comunale di cui sono parte. Sapute le motivazioni che hanno portato a queste sostituzioni, mi sono interrogato su quale sia il mio ruolo e quale sia il significato della mia presenza come consigliere comunale.

Ho fatto memoria del percorso che fin qui ho fatto e mi sono reso conto che sono presente in consiglio comunale perché faccio parte di un gruppo con il quale condivido un’idea, un progetto e anche un sogno. Come singolo ho certamente la mia unicità e le mie qualità che metto a disposizione per dare un valore aggiunto nella discussione del mio gruppo. Nelle nostre riunioni sono chiamato a sostenere anche in maniera appassionata la mia posizione ma presa una decisione, che trova il consenso dei più, ho il dovere di abbracciare la linea condivisa dall’intero gruppo. Non posso pretendere di imporre le mie convinzioni, seppur legittime al resto del gruppo di cui faccio parte, qualora non fossi d’accordo con la scelta, e mi accorgessi di non riconoscermi più nelle linee seguite da Voi con noi e In volo, la decisione inevitabile, pur sofferta e tormentata, sarebbe quella di lasciare il gruppo con il quale ho condiviso tante battaglie, lotte e ideali. A quel punto però, non godendo più del sostegno di questo gruppo, la logica conseguenza sarebbe prendere coscienza che se non rappresento nessuno, mi troverei fuori posto continuando a ricoprire il ruolo di consigliere comunale. Sono chiamato, infatti, ad aver fede in un principio fondamentale della democrazia, quello di rappresentanza, uno dei pilastri che deve reggere, a mio avviso, il fare politica in modo virtuoso. Come consigliere, infatti, partecipo alle riunioni del consiglio comunale non come singolo che porta avanti le proprie proposte personali, ma per difendere e realizzare quelle idee che ho condiviso insieme ai miei compagni di viaggio e per le quali abbiamo chiesto insieme il sostegno dei cittadini. Io sono le gambe su cui camminano queste idee, sono al servizio della comunità, non posso correre da solo perché faccio parte di una squadra e con questa devo condividere le strategie di azione. Devo lasciar da parte ogni velleità personale, tutto quello che ho fatto in precedenza l’ho fatto in nome di un gruppo e quest’ultimo e i cittadini devo rispettare. Se non cammino su questa strada sto adulterando il mandato che mi è stato conferito. Lascio a voi le conclusioni e l’analisi delle ragioni che mi hanno portato a questa riflessione. Auspico che queste osservazioni possano generare riflessioni e possano portare a delle scelte coraggiose e di responsabilità necessarie per mantenere coerenza, credibilità e affidabilità prima di tutto di fronte ai cittadini.

Lascia un commento