Latest News
Latest News

Non finisce mai di stupire la burocrazia comunale. Sì, anche di scoprire all’improvviso che tutti si è  uguali, naturalmente quando conviene,  e in nome di un astratto principio di uguaglianza invocare la norma in materia per differire e rallentare il rilascio di documentazione a un membro della commissione cava. Succede anche questo in municipio a conferma che le liste civiche non si sbagliano quando affermano che la macchina amministrativa è da revisionare e il pilota non solo non è impotente ad agire, ma neppure si rende conto dell’esigenza di intervenire. Certo è che Alberino Gennari, membro della commissione cava, volendo vederci chiaro sulla  convenzione che regola i rapporti fra Comune e società (il 4 aprile c’è l’udienza in Tribunale per la salata sanzione comminata dalll’ente alla società per i 91.000 mc estratti senza titolo), ha chiesto all’ufficio comunale preposto di avere tutta la documentazione degli ultimi anni. Ma gli è stato risposto che come tutti i cittadini deve fare la sua bella trafila e aspettare i canonici 30 giorni. All’ufficio, insomma, il fatto che Gennari è componente della commissione e lo stesso organo per poter funzionare doveva avere già a disposizione la documentazione è solo un trascurabile accidente che non può assolutamente influire sulla regola che vuole il rilascio di documenti in 30 giorni. “Non credo -spiega Gennari– che esista un qualche regolamento (se c’è va cambiato) che prevede che la documentazio per svolgere la propria funzione da commissario sia fornita dopo un mese. La cosa grave è che la burocrazia comportandosi così dà adito a qualche considerazione: perchè per esempio la denuncia della maggiore escavazione è stata tenuta nel cassetto per anni? perchè non sono stati fatti controlli periodici? perchè è stato tutto tenuto top secret”. Interrogativi che meritano una risposta, altro che rinviare il rilascio della documentazione.

Lascia un commento