Che fare per rientrare dal credito? Non sarebbe un gran dilemma se il debitore dispone di risorse, ma per il Comune rischia di diventare un assurdo tormentone. Sì, perchè l’ente, pur vantando un credito di 125.000 euro nei confronti di T.S., non è ancora riuscito a venire a capo, nonostante che la controparte disponga di beni a cui attingere. Curioso, ma tant’è. Ma ecco i fatti. Il Comune negli anni scorsi aveva anticipato a titolo di prestito a T.S. la somma in questione per permettere alla stessa il pagamento della retta di ricovero in Rsa ove attualmente è ospite. T.S., risultando proprietaria di un’abitazione a Cascina Croce, s’era impegnata attraverso l’amministratore di sostegno a restituire il prestito ottenuto del Comune in caso di vendita dell’immobile.
Tuttavia, nonostante i numerosi e persistenti solleciti e tentativi extragiudiziali intrapresi con l’amministratore di sostegno, non si è pervenuti a nessuna soluzione né a un accordo a tutela del rientro delle somme prestate. Troppo per stare ancora a guardare. E così in municipio si sono risolti di effettuare un sopralluogo tecnico di verifica dell’immobile della donna per stimare i lavori necessari di messa a norma, di adeguamento dell’impiantistica e di ogni altro lavoro manutentivo sia ordinario che straordinario. La premessa per valutare la convenienza o meno di acquisire l’immobile e sulla scia proporre al consiglio comunale di acquistarlo scomputando e recuperando contestualmente tutto il credito vantato dall’amministrazione. In alternativa avviare azioni di recupero coattivo del credito qualora non sia possibile o vntaggioso procedere alla compravendita.
