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Ricevo e pubblico questo commento del consigliere comunale e segretario cittadino del Pd Ivan Andrucci.
Con l’assestamento di bilancio approvato durante l’ultimo consiglio comunale del 29 novembre, si è di fatto concluso l’esercizio finanziario 2013, segnato dalle scelte fatte dal precedente commissario prefettizio. Prima di evidenziare il senso con il quale quest’amministrazione ha agito, avendo a disposizione un avanzo che si è prodotto dalla parte corrente del bilancio 2013, va fatta una premessa, che fa riflettere riguardo al grado di difficoltà che oggi i Comuni, tra cui Bareggio, si trovano a operare. Trentasei è il numero delle leggi o decreti che sono stati emanati dal novembre 2012 a oggi, modificando drasticamente la cornice dentro cui un Comune si muove. In media uno ogni venti giorni, e ciascuno ha cambiato ogni volta le carte in tavola.

Quando parliamo di disagio fiscale, di sfiducia, dovremmo forse partire dallo sforzo fatto dall’amministrazione Lonati  nel  cercare in qualche modo di sopperire alle limitazioni più invalidanti a cui i Comuni sono sottoposti, causate da una parte dall’eccesso di burocrazia e dall’altra dal diabolico “patto di stabilità”.
Quindi da una parte il Comune non può pagare i debiti con soldi che possiede e dall’altra non può fare opere, anche se ha dei soldi per farle.
Allora cosa si è fatto? Si è fatta una vera e propria operazione sociale. In sostanza si è deciso di impegnare l’avanzo di parte corrente di  99.000 euro destinandolo volutamente  al titolo spese in conto capitale per poter incrementare l’importo massimo dei pagamenti ammissibili ai fini del patto di stabilità, e poter in questo modo procedere al rimborso, almeno in buona parte, degli oneri di urbanizzazione per  cui alcuni cittadini, e sottolineo cittadini, non ditte costruttrici, che hanno presentato istanza di restituzione. Alcuni di questi hanno peraltro urgente necessità di rientrare in possesso di tale liquidità trovandosi in gravi difficoltà economiche.
Vogliamo inoltre ricordare che ci guardiamo bene dal prendere decisioni che vanno in continuità con le scelte adottate nel corso del fallimentare mandato dell’ex sindaco Monica Gibillini. Infatti l’aver anticipato l’estinzione di un mutuo, è stata una scelta dettata quasi esclusivamente dal fatto che l’avanzo primario, generatosi dal senso delle scelte fatte del’ex commissario prefettizio, per legge può essere esclusivamente utilizzato per la salvaguardia degli equilibri di bilancio e per il finanziamento delle spese d’investimento. Ricordando inoltre che un avanzo superiore alle percentuali “fisiologiche” come quelli prodotti dall’ex giunta Gibillini, rappresenta un sintomo di eccessivo prelievo fiscale, non coerente con le reali esigenze di spesa dell’ente. 
Purtroppo ci duole constatare dell’azione politica dei grillini bareggesi che si muovono esclusivamente con azioni il cui risultato, indipendentemente dal fatto che fosse condiviso o meno dalla maggioranza, serve per essere strumentalizzato mediaticamente a loro favore per passare dai paladini della morale. L’esempio più clamoroso è quello che stanno portando avanti ormai da questa estate riguardo alla questione scolastica, come a volere far passare il messaggio secondo il quale la giunta Lonati preferisce tagliare le risorse alla scuola pubblica per darli alla privata. 
Occorre primaditutto far chiarezza sul concetto di taglio: perché nell’eventualità in cui ci saranno delle riduzioni, saranno applicate in modo tale da essere il meno impattanti possibile, con l’obiettivo, sempre condiviso con le scuole, di supportare altre progettualità che magari non rientrano per forza nelle attività del diritto allo studio. 
La verità è che le risorse a disposizione dell’amministrazione sono vicine alla condizione minima sufficiente per garantire i servizi essenziali, e in proporzione alla mancanza di gettito che ci sarà tra 2013 e 2014, sarà applicata una riduzione degli stanziamenti ripartita sui vari settori, prestando particolare attenzione all’equità e all’emergenza sociale.
I grillini sono stati l’unico gruppo consigliare a votare contro il piano per il diritto allo studio, basando purtroppo la loro scelta facendo un processo all’intenzione che ancora intenzione non è,  visto che  l’esercizio finanziario 2014 è nella prima fase di elaborazione. 
Quindi consigliamo di avere pazienza perché poi avranno tempo sicuramente di votare contro in ogni caso. In conclusione cogliamo l’occasione di augurare a tutti i bareggesi un sereno e felice Natale e un buon anno. 
Il nostro primo dovere è contribuire con nuove politiche di sviluppo del territorio, senza dimenticare la difesa dei diritti degli esseri senzienti. Apriamoci così al nuovo anno, facciamone una grande occasione, un grande banco di prova, per il cambiamento e il nuovo balzo in avanti di cui si ha estremamente bisogno.

 

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