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In un momento così difficile per l’Italia e per le sue istituzioni è quanto mai fondamentale che le regole base di una democrazia siano chiare e definite. Il Movimento 5 Stelle bareggese, volendo dare il suo contributo, ha presentato proprio ieri una proposta alternativa sulla legge legge elettorale che parte da concetti completamente diversi. Una legge elettorale che contempera garanzie per le minoranze e una certa proporzionalità tra voti e rappresentanza, ma soprattutto assicura un vincitore certo all’indomani delle elezioni (e quindi stabilità e governabilità).
La proposta del M5S si articola su 9 punti cardine, che non sono volutamente indicati i dettagli in quanto non è in grado di valutare tutti i risvolti costituzionali, compito che lascia a persone più competenti in materia. La nuova legge elettorale dovrebbe essere identica ad ogni livello (dai Comuni allo Stato) e dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: 

1. Essere a doppio turno (non di collegio ma basato sul risultato proporzionale nazionale). 
2. Prevedere il divieto di coalizione sia al primo che al secondo turno. 
3. Presentare un primo turno puramente proporzionale con sbarramento al 3%. 
4. Consentire l’indicazione nel primo turno di un buon numero di preferenze (questo punto, molto delicato, è volutamente generico e si rimanda a più approfondite analisi). 
5. Obbligare (pena la nullità) la scelta di un simbolo di partito in caso di voto disgiunto. 
6. Consentire nel secondo turno l’indicazione del solo simbolo del partito. 
7. Dare al vincitore un ridotto premio di maggioranza tale da poter governare senza problemi (ad esempio il 55% dei seggi) o, in caso di vittoria più ampia, una percentuale di seggi pari alla percentuale raggiunta al secondo turno (mai superiore al 65%). 
8. Assegnare i seggi ottenuti dalla maggioranza in base alle preferenze raccolte al primo turno da ogni candidato della lista vincente (in ordine decrescente). 
9. Distribuire i rimanenti seggi (es. 40%) in base alle percentuali proporzionali ottenute dalle altre liste nel primo turno elettorale e alle preferenze dei candidati. 
Tale legge potrebbe funzionare anche all’interno dell’attuale impianto istituzionale. Sarebbe però auspicabile operare delle modifiche come, ad esempio, la fine del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari. La nostra ipotesi di legge potrebbe funzionare sia in un sistema parlamentare che presidenziale. Essendo però molto numerosi e complessi gli interventi necessari, lasciamo queste riforme a successivi dibattiti. Vogliamo però suggerire un punto fino ad oggi totalmente ignorato da partiti e costituzionalisti: la riduzione da 5 a 4 anni di ogni governo/amministrazione elettiva in Italia. Oggi la società viaggia a una velocità di molto superiore rispetto al passato e non ha senso avere governi o amministrazioni in carica per periodi troppo lunghi. Inoltre, con una legge che garantisce un governo per un’intera legislatura, pensiamo sia giusto consultare gli elettori più spesso per rendere conto del proprio operato. 
                    PUNTI DI FORZA DELLA PROPOSTA 
La nostra proposta presenta numerosi punti di forza che potrebbero fare breccia nell’opinione pubblica per una legge condivisa dal popolo: 
1. Il doppio turno garantisce un vincitore certo all’indomani delle elezioni e la governabilità del Paese (condizione richiesta da oltre il 70% degli italiani e che non si può ignorare). 
2. Il divieto di coalizione, la vera innovazione di questa proposta, consente di avere governi stabili perché sorretti da una maggioranza coesa in quanto i parlamentari della maggioranza sono eletti all’interno dello stesso partito e soprattutto, responsabilizza finalmente chi governa. 
a. Nessuno potrà più scaricare la colpa del fallimento del proprio governo o delle proprie politiche sui piccoli alleati che sorreggono il governo. Nessun alibi. Chi avrà successo potrà vantare le proprie capacità e chi fallirà non potrà scaricare la colpa su nessun altro. La politica diventa responsabile. 
b. Sarà possibile fare politiche più coraggiose e incisive perché non si dovrà più mediare con altri di cui serve l’appoggio in Parlamento. 
c. Consentirà campagne elettorali più chiare dove ognuno porterà avanti le proprie idee. 
d. Non consentirà l’ammucchiata di partiti con diversi intendimenti politici col solo fine di battere gli avversari, ma garantirà a tutti le stesse probabilità di vittoria in partenza risultando il sistema elettorale più equo possibile. 
e. Disincentiverà la frammentazione dell’offerta elettorale incoraggiando la fusione di piccoli partiti in grandi formazioni rendendo più chiara e precisa l’offerta elettorale. 
3. La semplicità del sistema consentirebbe a tutta la popolazione di comprendere bene come votare e di distinguere meglio l’offerta elettorale. 
4. Il sistema delle preferenze riconsegna agli elettori la possibilità di scegliere i propri candidati, togliendo ai dirigenti dei partiti buona parte del loro potere. 
5. Il sistema proporzionale (per quanto alterato dal doppio turno con premio di maggioranza) garantisce a tutti (purché superino lo sbarramento del 3%) la rappresentanza in Parlamento non rinunciando alla pluralità delle idee e tutelando le minoranze. Sottoscrivi la proposta di legge 
ESEMPIO DI APPLICAZIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE PROPORZIONALE A DOPPIO TURNO CON DIVIETO DI COALIZIONE ALLE ELEZIONI DEL FEBBRAIO 2013 
Partendo dai dati delle elezioni politiche di febbraio 2013, ipotizziamo cosa sarebbe successo alla Camera. Avremmo avuto i seguenti risultati:
1° turno proporzionale puro Se si fosse svolto un primo turno proporzionale puro con sbarramento al 3% avrebbero avuto accesso in Parlamento 6 partiti/movimenti: M5S 25,5%, PD 25,4%, PDL 21,6%, Scelta Civica 8,3%, Lega Nord 4,1%, Sel 3,2%. 
In questa situazione sarebbero andati al ballottaggio PD e M5S partendo quasi alla pari. Purtroppo è impossibile sapere quale sarebbe stato il risultato finale del secondo turno di ballottaggio, ma, per poter concludere l’ipotesi e “assegnare” i seggi, ipotizziamo che avrebbe vinto il PD con uno scarto minimo, 54% dei consensi contro il 46% del M5S.
In questo caso al PD sarebbero andati il 55% dei seggi. 
2° turno, vittoria PD e assegnazione seggi: 
PD 346 seggi (arrotondato per difetto), M5S 115 seggi, PDL 98 seggi, Scelta Civica 38 seggi, Lega Nord 19 seggi, Sel 14 seggi.

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