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L’amministrazione Bagini sa o no gestire il territorio? Secondo Insieme per la libertà non ha dato prova di saparci fare. Per contro rivendica capacità organizzatrice e pianificatrice del territorio. Intanto in una lunga nota  sostiene che <il progetto della cittadella scolastica va proprio in quella direzione, per cui crediamo che Vittuone abbia bisogno di una struttura moderna ed efficiente, cosi come crediamo che edificare non voglia dire cementificare, ma progettare il futuro, con nuove strutture realizzate con criteri adatti alle nuove esigenze nonché con le moderne tecnologie che consentiranno una sostanziale riduzione dei consumi energetici. A chi contesta la cittadella perché, dice, porterebbe alla costruzione di nuovi alloggi al posto della vecchia struttura

scolastica, chiediamo come mai, proprio prima di apportare chissà quali varianti al PGT, vengono rilasciati i permessi per costruire oltre 5000 mc a confine con Villa Resta senza alcun accordo, o almeno richiesta, di allargamento dello strettissimo vicolo che rappresenterà l’unico accesso al nuovo complesso?… Non si contesta la possibilità di costruire nuovi alloggi, ma l’ipocrisia.

Bisogna avere le competenze, e l’autorità, per imporre scelte che siano le migliori per tutti i cittadini, sorvegliando sui progetti presentati, per far in modo che le nuove costruzioni abbiano caratteristiche architettoniche adatte al contesto ove andranno ad inserirsi, oltre naturalmente a verificare che siano garantite le condizioni di vivibilità, sia dei nuovi abitanti che dei cittadini confinanti; autorizzare la costruzione di nuove palazzine, con 25 nuovi alloggi, con unico ingresso (a doppio senso) da una strada larga tre metri, senza alcun accordo per allargarla, non è il modo migliore di gestire il territorio.

La giunta Bagini invece di continuare a sostenere che il piano di governo del territorio (Pgt) va cambiato, dopo aver approvato la quasi totalità della cubatura prevista, dovrebbe ammettere che l’unica cosa che le interessa è cancellare il progetto della cittadella scolastica, con tutte le conseguenze future; nel frattempo però rifletta che non sono i metri cubi che rovinano un paese, ma l’approssimazione nella gestione del territorio e  Villa Venini abbandonata a se stessa ne sono un clamoroso e drammatico esempio>.

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