Ancora un rinvio per Celeste. L’udienza di oggi, davanti alla sezione per le misure di sorveglianza del Tribunale di Milano, è stata aggiornata a giovedì 19 dicembre. Il tutto per l’indisponibilità della relazione completa che ha portato allo scioglimento del Comune. Un documento fondamentale sia per la difesa che per l’accusa. Del resto l’udienza precedente, svoltasi prima del commissariamento del municipio, era stata rinviata proprio per poter disporre della relazione. Ma, visti i risultati, non è servito a niente. I legali di Alfredo Celeste hanno evidenziato che la relazione, indispensabile per avere il quadro esatto della situazione, non è stata rilasciata al loro assistito dal Ministero, nonostante ne avesse fatto richiesta. Anche il Pm ha confermato che il dossier non è nella sua disponibilità, anche se in via riservata ne disponga copia. Da qui l’esigenza di ottenere la declassificazione per poterne fare uso nel dibattimento in cui si dovrà decidere se comminare o meno misure di sorveglianza all’ex primo cittadino. Il collegio si è ritirato in camera di consiglio per deliberare il da farsi. Alla fine ha deciso di aggiornare l’udienza e di rimettere mandato alla Procura per chiedere il rilascio ufficiale della relazione. Certo che la vicenda sta prendendo contorni più che mai kafkiani: viene sciolto il Comune per “potenziale pericolo di infiltrazioni mafiose”, si taccia il sindaco di mancanza di principi morali e poi non gli si dà il documento integrale per potersi eventualmente difendere. Insomma per la burocrazia ministeriale bisogna prendere tutto a scatola chiusa come se fosse un articolo di fede. La trasparenza, la democrazia, le procedure possono aspettare. Sino a quando?
