Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News

Il Partito democratico boccia senza appello la variante al piano di governo del territorio (Pgt) che ha messo a punto l’amministrazione Bassani. Dal suo punto di vista il percorso pubblico che è culminato nella definizione delle strumento di programmazione territoriale ha seguito sì la normativa regionale, ma non ha coinvolto a pieno i cittadini. Infatti all’incontro in Filanda svoltosi all’inizio del mese di ottobre ha partecipato solo una trentina di persone tra addetti ai lavori e cittadini furenti, in quanto convinti  che l’amministrazione comunale gli avesse leso alcuni diritti. Troppi pochi per una città  di 20.000 abitanti.  Le discussioni sulla gestione del territorio dovrebbero coinvolgere ed essere svolte davanti a vaste platee eterogenee.

Ecco le sue critiche in questa nota che pubblico.

Già molti mesi fa, prima che si avviasse la discussione sul Pgt, aderendo alla campagna “Salviamo il paesaggio”, avevamo chiesto  all’amministrazione di censire gli appartamenti sfitti e le aree produttive abbandonate. Questo sarebbe stato un lavoro indispensabile per capire quale fosse la reale esigenza abitativa di Cornaredo e San Pietro all’Olmo e ipotizzare quella futura, ma non è stato fatto.

Le posizioni del Pd in materia di sviluppo urbanistico sono già state in parte espresse in occasione dell’approvazione del Piano territoriale di coordinamento provinciale nel luglio del 2012 e si riferivano a:

* contenimento del consumo del suolo, considerato una risorsa da tutelare nell’interesse di chi verrà dopo di noi

* recupero delle aree dismesse

* coinvolgimento dei comuni in occasione di Expo 2015 contestualmente al prolungamento della M5 già prevista fino a Settimo Milanese

* variante nord della SS11 per liberare San Pietro all’Olmo dall’attuale asfissiante traffico

* arretramento del casello di Ghisolfa ad Arluno per rendere l’ultimo tratto della Milano-Torino un ingresso a Milano alternativo alla SS 11.

Queste posizioni sono state ribadite in occasione dell’ adozione del Piano di Governo del Territorio nel consiglio comunale del 29 di ottobre accompagnate da puntuali osservazioni riferite al piano stesso.

In particolare abbiamo osservato la mancanza completa della politica sulla casa. E’ nota la difficoltà in cui si trova l’edilizia, ma la mancanza assoluta di aree destinate ad edilizia economico popolare che a Cornaredo hanno permesso la realizzazione di importanti e qualificati interventi a vantaggio delle giovani coppie come il caso di via Mattei, ha tolto al Comune il ruolo di attore in questo settore nel quale in passato ha contribuito a calmierare i prezzi delle case. Anche l’edilizia convenzionata è una cenerentola in quanto rappresenta solo il 6% della residenza prevista. Inoltre non sono noti i principi su cui si baseranno le convenzioni. Abbiamo chiesto che le convenzioni prevedessero interventi di housing sociale a favore di giovani coppie e anziani sull’esempio di interventi già in atto nella nostra Regione e che in Europa rappresentano circa il 20% del mercato residenziale.

Manca anche una proposta a favore dell’industria. Pur riconoscendo che questi temi sempre più hanno dimensioni sovra comunali, c’è da chiedersi se lo strumento urbanistico è adeguato allo sviluppo della piccola e media industria considerate le aziende che meglio hanno gli strumenti per affrontare i nuovi mercati. Sarebbe opportuno anche prevedere aree destinate a terziario avanzato, è questo il settore che potrebbe offrire maggiori possibilità di impiego ai tanti giovani altamente scolarizzati. Passato il periodo dei grandi complessi industriali, Cornaredo ha gli strumenti per favorire questi nuovi insediamenti? La mancanza anche di una reale conoscenza delle aree dismesse rende sempre più difficile la risposta.

Pur ritenendo interessante prevedere più funzioni nelle aree di trasformazione strategiche, come nel caso dell’ex Icoma, la mancanza di verifiche economiche finanziarie legate alla proposta stessa, non permette di verificarne la loro fattibilità. Questo rappresenta un grosso limite.

Concordiamo con la proposta relativa all’area di trasformazione di villa Dubini e l’augurio è che finalmente si arrivi a permettere all’intera cittadinanza di poter utilizzare le aree a verde della villa con un intervento di recupero portando così a termine un’operazione che da decenni le amministrazioni che si sono succedute hanno cercato di realizzare.

Per quanto riguarda i centri storici, la proposta di azzonarli come nuclei di antica formazione dovrebbe favorire gli interventi. Abbiamo chiesto di curare di più gli aspetti legati al risparmio energetico per permettere anche a questi interventi di poter raggiungere classi energetiche elevate a vantaggio dell’ambiente e del comfort per chi ci abiterà e trovare una soluzione per l’incremento delle auto private.

Altra grande mancanza del piano riguarda il PAES, Piano d’azione per l’energia sostenibile. Si è persa l’occasione per coniugare i temi legati all’energia sostenibile con quelli dello sviluppo urbanistico, ad esempio riducendo la filiera nella produzione di energia per le zone industriale.

Infine un commento su quanto accaduto ad alcuni terreni di via Ghisolfa che fino a ieri avevano una destinazione produttiva mentre con l’attuale PGT diventano agricoli. Pur condividendo l’intento di contenere il consumo di suolo, potevano ad esempio essere ridotte le aree di trasformazione previste: riteniamo sbagliato rompere il patto di fiducia tra amministrazione comunale e cittadini che fino ad oggi hanno pagato tasse su un terreno

In sintesi il piano presentato non contribuisce a rendere il nostro Comune concorrenziale in merito ad alcuni di quegli aspetti che sono basilari per uno sviluppo del territorio e di conseguenza è stato espresso un voto contrario.

Lascia un commento