La variante generale del piano di governo del territorio non rappresenta solo un aggiornamento delle previsioni urbanistiche ma è anche un momento di riflessione importante sullo sviluppo economico, sociale e ambientale. L’amministrazione comunale proprio per confrontarsi con i cittadini ha promosso un ciclo di incontri. Un percorso per ascoltare i cittadini, raccogliere proposte e suggerimenti da recepire e tradurre in progetti. Il primo incontro è in programma per domani sera, lunedì 24, a Cascina Croce; poi il 1^ ottobre a Cornaredo e il 4 ottobre a San Pietro all’Olmo. Tuttavia Cornaredo è un Comune fortunato perché ha avuto nel passato amministrazioni sensibili a uno sviluppo urbanistico complessivamente graduale e attento a garantire alla propria comunità una buona qualità della vita anche se per troppi anni però si è pensato, anche a Cornaredo, che consumare suolo non avesse un costo. Con la variante di piano si sono seguite tre direttrici principali.
La prima riguarda proprio la riduzione di consumo di suolo rispetto al precedente PGT, seguendo le indicazioni della normativa regionale abbiamo ridotto le previsioni del 21%, una scelta non facile ma che abbiamo deciso di attuare riducendo le volumetrie su alcune aree dove l’operatore non aveva mai mostrato interesse e dove i servizi pubblici previsti dallo strumento urbanistico non erano più attuali. La seconda direttrice è collegata alla prima in quanto concerne le aree industriali dismesse e da recuperare. Prima di consumare nuovo suolo è infatti necessario impegnarsi per rigenerare le aree non più utilizzate. Per incentivare questa attività, oltre a rivedere le destinazioni di alcune ex aree industriali, abbiamo previsto agevolazioni economiche molto importanti nel caso in cui in queste aree vi siano lavori di bonifica da effettuare. La variante vuole anche sperimentare un approccio innovativo per il possibile recupero di aree dismesse o sottoutilizzate individuando modelli di graduale riattivazione degli spazi a vantaggio della collettività. Vogliamo scommettere sulla valorizzazione del sistema delle opportunità locali, sia di quelle materiali (strutture e spazi da riconvertire) sia di quelle immateriali (reti, competenze e imprese del territorio).
La prima riguarda proprio la riduzione di consumo di suolo rispetto al precedente PGT, seguendo le indicazioni della normativa regionale abbiamo ridotto le previsioni del 21%, una scelta non facile ma che abbiamo deciso di attuare riducendo le volumetrie su alcune aree dove l’operatore non aveva mai mostrato interesse e dove i servizi pubblici previsti dallo strumento urbanistico non erano più attuali. La seconda direttrice è collegata alla prima in quanto concerne le aree industriali dismesse e da recuperare. Prima di consumare nuovo suolo è infatti necessario impegnarsi per rigenerare le aree non più utilizzate. Per incentivare questa attività, oltre a rivedere le destinazioni di alcune ex aree industriali, abbiamo previsto agevolazioni economiche molto importanti nel caso in cui in queste aree vi siano lavori di bonifica da effettuare. La variante vuole anche sperimentare un approccio innovativo per il possibile recupero di aree dismesse o sottoutilizzate individuando modelli di graduale riattivazione degli spazi a vantaggio della collettività. Vogliamo scommettere sulla valorizzazione del sistema delle opportunità locali, sia di quelle materiali (strutture e spazi da riconvertire) sia di quelle immateriali (reti, competenze e imprese del territorio).
L’ultima direttrice, forse la più complessa, riguarda la riqualificazione dei centri storici che devono tornare ad essere il cuore pulsante della nostra comunità. Agevolazioni, maggiore coordinamento e organizzazione degli spazi interni. Favorire e sperimentare nuovi modelli di politiche pubbliche e di collaborazione tra pubblico e privato per stimolare interventi privati; semplificare le modalità di intervento e le autorizzazioni prevedendo incentivi, esenzioni e detrazioni per i proprietari di casa; promuovere il recupero attraverso progettualità condivise, riorganizzazione degli spazi interni, accompagnamento verso l’amministratore di condominio ed accordi standard con istituti finanziari per ottenere tassi agevolati e enti pubblici di servizi per ridurre tariffe. Sono alcune delle azioni che crediamo siano necessarie per raggiungere davvero i risultati sperati. Gli obiettivi sono ambiziosi ma in linea con la maggior parte delle richieste emerse durante il percorso partecipativo per la stesura della variante. La prospettiva di insieme e di lungo periodo infatti non si è poggiata su immagini astratte ma, al contrario, a dar forma all’idea di Città sono state esigenze e richieste puntuali emerse dagli incontri con i cittadini, con le associazioni e con i professionisti. Innovazione, rigenerazione urbana e visione. Sono state queste le modalità che l’Amministrazione ha scelto per definire il proprio sviluppo urbanistico per un nuovo modello di città.
