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L’assessore Ivana Marcioni sulla scia dei recenti avvenimenti legati agli sfratti ha reso pubblica una sua riflessione sul fenomeno e sulle possibili soluzioni.
Come si sa, il Comune dispone di un certo numero di alloggi che di volta in volta, secondo regolare bando di concorso vengono assegnati ai cittadini che con determinati requisiti economici possono accedere alla graduatoria di assegnazione.
Gli affitti di tali abitazioni sono sicuramente di gran lunga inferiori a quelli del normale mercato, proprio perché rivolti a fasce di persone con redditi bassi e un altro numero di famiglie, seppur in difficoltà economiche, onora regolarmente con senso di moralità e dignità, il debito verso l’amministrazione comunale.

A fronte di questi cittadini, ve ne sono alcuni che da tempo non pagano quanto dovuto, venendosi così a trovare in situazioni di pesante morosità. Nel primo bimestre del 2013, il debito accumulato ammonta a 161.404 euro e il mancato introito di tale cifra da parte delle casse comunali, determina un pesante danno erariale.
L’entità della cifra merita attenzione, anche perché dovendo provvedere alla manutenzione degli alloggi, il Comune deve utilizzare altri fondi economici, che potrebbero essere destinati ad interventi diversi e, in tempi di scarse risorse, diventa sempre più difficile coprire tutte le necessità.
Così è come se tutta la comunità perdesse tre volte: la prima per non aver incassato il dovuto, la seconda per non poter destinare le risorse ad altri settori, perché le somme devono essere indirizzate alla manutenzione, la terza è rappresentata dal fatto che altri cittadini onesti non possono accedere alle agevolazioni delle case popolari perché occupate da inquilini morosi.
Il problema non è legato a momentanee difficoltà economiche, per le quali si può concordare piani di rientro con una certa tolleranza, escludendo però a priori che tali difficoltà siano “eterne”, ma si tratta di persone per le quali il diritto alla casa risulta essere un diritto scontato, che si paghi o meno l’affitto. Quale potrebbe essere una possibile soluzione?
Noi pensiamo di monitorare più strettamente ogni singola situazione mettendo sotto la lente di ingrandimento ogni caso a rischio, predisponendo piani di rientro del debito per impedire di arrivare agli sfratti esecutivi, oltre che attivare tutti gli interventi previsti per l’assistenza sociale.
L’attivazione degli sgomberi è una decisione difficile, sicuramente sofferta e certamente impopolare, ma che purtroppo occorre intraprendere, soprattutto nel rispetto degli altri cittadini che si trovano in altrettante situazioni precarie e un’amministrazione, proprio per la responsabilità che detiene non può esimersi dal fare tale scelta dura ma doverosa.

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