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Ricevo e pubblico questa nota del sindaco Alfredo Celeste in merito a un articolo pubblicato da “Il fatto quotidiano” a firma di Nando Dalla Chiesa.
Egr. Prof. Dalla Chiesa, spiace constatare che anche lei sia caduto, naturalmente in buona fede, nella trappola mediatica che attribuisce acriticamente meriti e titoli a chi meriterebbe ben altre medaglie da appuntare sul petto.
Sì, perché deve anzitutto sapere che la signorina Ester Castano è stata querelata nel 2011 una sola volta dal sindaco, ovvero dal sottoscritto, non certo perché ha scoperto (non c’era, non c’è e non ci sarà nulla di torbido da scoprire sul mio conto) e -si fa per dire- raccontato di presunti rapporti con la malavita, ma più prosaicamente per le sue cronache sull’operato amministrativo, grondanti di espressioni denigratorie e diffamatorie.
Non a caso dovrà comparire il 18 dicembre prossimo, come imputata,  davanti ai giudici del Tribunale di Biella per rispondere di diffamazione continuata pluriaggravata.
Poi Castano non ha mai fatto alcuna inchiesta giornalistica in cui anche alla lontana siano stati adombrati rapporti fra mafia e politica o, come si è vantata, di aver addirittura scoperto l’esistenza della mafia a Sedriano.
Se vengano spacciate per inchieste giornalistiche pubblicazioni come quelle in cui Castano dice che il sindaco avrebbe aperto (quando? dove?) la corrispondenza del prete, oppure che sarebbero stati ritrovati dei proiettili di cui stranamente né polizia locale né carabinieri abbiano mai saputo nulla, di aver nel mio ufficio una statua della  Madonna alta un metro (inverosimile!), di aver frequentato le messe di monsignor Milingo,  di aver lasciato il paese  privo del servizio rifiuti il 1° maggio come una seconda Napoli  (??) e amenità del genere, allora siamo davanti a uno strano miracolo mediatico che si è tradotto in premi e riconoscimenti. Sfido, chiunque, visto che ho la raccolta di tutti gli articoli pubblicati dalla cronista (sono  a sua disposizione per un immediato invio), di trovare un solo “pezzo” in cui si trovi la più flebile traccia di  inchiesta svolta da Castano, ma, per contro, ci si imbatte in un’inaudita ossessiva campagna di gratuiti attacchi all’amministrazione comunale, che è un’altra cosa dalla pretesa inchiesta giornalistica.
La stessa usa e approfitta, senza pudore, della mia ingiusta e immotivata  accusa giudiziaria  che presto sarà risolta positivamente, stante anche l’assenza di riscontri probatori alla chiusura delle indagini relative, per millantare una contrapposizione coraggiosa al “sindaco potente”  (vivo del mio lavoro e sono in affitto) e  ricevere applausi nella menzogna più assoluta.
Le propongo un dibattito pubblico dove vuole e con chi vuole, per dimostrarle  in quale grave  errore sia caduto nel difendere  la “piccola cronista”  che, nonostante l’età,  è ben  integrata  in questa  nostra degradata società caratterizzata da insulti, volgarità e menzogne e tentativi  di  arrampicate sociali a qualsiasi costo.
Per questo il titolo del suo pezzo scritto sul “Fatto quotidiano” si  deve  intitolare: “L’incubo della  piccola cronista è il signor sindaco”. 
Più che immortalarla in foto e attribuirle immeritati riconoscimenti da eroina antimafia sarebbe meglio invitarla a ritrovare serenità e obiettività per svolgere la professione con sobrietà e correttezza.


                                

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