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Qualche iniziativa spot e poi niente altro. 
Sì, la cifra della giunta Bassani sembra proprio essere l’immobilismo a oltranza per quanto riguarda le attività amministrative, mentre nella versione per così dire politica rivela un  insolito attivismo. Infatti è di questi giorni  la delega ai consiglieri comunali Anna Maria Di Terlizzi (Pdl) e Christian Gambini (Lega nord) a occuparsi di specifiche attività, ma non certo per migliorare l’operatività della giunta bensì per bilanciare gli equilibri nella maggioranza che incominciavano a scricchiolare. Del resto incaricarli a un anno dalla scadenza della legislatura non lascia spazio ad altre interpretazioni.
Ma, a parte ciò, nessun intervento rilevante si vede da tempo. La giunta si riunisce regolarmente, ma non delibera nulla di importante. Tutto è fermo, tutto è differito con la scusa che le risorse sono poche.

Tuttavia non si decide a fare qualcosa neppure nella misura delle disponibilità e men che meno nelle grandi opere in cui sono gli operatori a investire. Per esempio la casa anziani è ancora in attesa di realizzazione e considerando che manca un anno al rinnovo dell’amministrazione comunale appare difficile che si materializzi. Si sono lasciati passare ben 4 anni prima che ci si accorgesse che era un punto prioritario del programma amministrativo.
L’assessore Corrado D’Urbano, a cui è a capo l’opera, solo a tempo quasi scaduto si è ricordato dell’impegno. Per non parlare del piano del governo del territorio che segna del passo o della gestione della polizia locale. Adesso per dare l’impressione che in municipio si è attivi si è pronti a investire tanti soldi (400.000 euro) per rilanciare il commercio.  Il rischio è che  siano più i quattrini impiegati per depliant e gestione degli eventi che per altro. 
L’idea di promuovere manifestazioni e iniziative varie sicuramente avrà per l’immediato delle ricadute positive sul commercio cittadino, ma una volta esaurito l’effetto degli eventi non resterà nulla e si tornerà come prima, se non peggio. Ma con l’aggravante che si sono spesi fior di quattrini che magari si sarebbero potuti impiegare meglio e più produttivamente. 
C’è stata però una fase di attivismo con i lavori pubblici per iniziativa dell’assessore Dario Ceniti, ma poi non si è più andati avanti. Lui a dire il vero i progetti li ha anche preparati, come per esempio la sistemazione del tratto della Statale 11, dal semaforo sito all’altezza di via Marconi sino alla rotonda prospiciente al Lydl, ma la giunta non si è risolta a dare semaforo verde con il pretesto che non ci sono i soldi. Può darsi, ma forse il motivo vero è che si teme che così abbia troppa visibilità, guadagni consensi e oscuri gli altri. Una strada idea del bene pubblico all’insegno del “mal comune mezzo gaudio”. 

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