Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News
Del loro cosiddetto giornalismo d’inchiesta daranno conto in Tribunale, nonostante la cronica lentezza della giustizia. 
Sì,  Ersilio Mattioni ed Ester Castano, rispettivamente direttore e cronista del settimanale “l’Altomilanese” dovranno rispondere davanti ai giudici delle loro inchieste giornalistiche d’assalto, che evidentemente per i magistrati sono andati aldilà del mero esercizio del diritto di cronaca. 
Infatti la Procura della Repubblica di Biella ha fissato per il 18 dicembre prossimo l’udienza preliminare in cui i due cronisti dovranno comparire, a piede libero, davanti ai giudici per difendersi dall’accusa di diffamazione. 

Da quando il settimanale in edicola (settembre 2011) i due cronisti si sono scatenati in persistenti virulenti gratuiti attacchi contro l’amministrazione comunale. Da qui la denuncia, le indagini della Procura e infine la determinazione dell’udienza preliminare a conferma che i loro reportage tanto immacolati e oggettivi non devono essere stati. 
Ma se per Enrico IV “Parigi val bene una messa”, per Castano i guai giudiziari valgono la notorietà e (forse) una luminosa carriera giornalistica. In una società liquida come la nostra, che ha sempre bisogno di novità e protagonisti veri o di cartapesta per funzionare, è riuscita, complice la casualità, a farsi accreditare come una sorta di “eroina” dell’antimafia, come una cronista che ha scoperto la mafia (immaginaria) a Sedriano, come una pulzella che senza macchia e senza paura ha svelato i favolosi intrecci fra mafia e politica, come una marciatrice emerita a fianco dei dimostranti contro la mafia. 
Una  giornalista in servizio effettivo permanente della verità che, però, come un personaggio pirandelliano compone e scompone la sua identità in “una, nessuna, centomila”. 
Non solo. Si è pure conquistata impensabili spazi nell’informazione nazionale con interviste e collaborazioni e dulcis in fundo anche premiata per il suo coraggio di eroina intemerata e come se non bastasse si è guadagnata anche la ribalta teatrale. Che poteva volere di più? Nulla. Ma adesso saranno i giudici a dire se è stata vera e meritata fama, oppure se confezionata con colpi proibiti sulla pelle e le disgrazie altrui.

Lascia un commento