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Leggo un comunicato stampa, firmato fra l’altro da Sinistra di Sedriano, Carovana Antimafia Ovest Milano e Anpi “Carlo Chiappa” di Sedriano/Vittuone e pubblicato dal sito isiciliani, in cui si esprime solidarietà ai giornalisti Ester Castano ed Ersilio Mattioni, a loro parere, accusati ingiustamente di diffamazione. 
Gli sponsor dei prodi cronisti, dimenticando che il discrimine fra verità e falsità è la rappresentazione  di circostanze, fatti e accadimenti nella loro “verità effettuale”, si esercitano in amene considerazioni, oltre che investirmi con espressioni denigratorie per aver osato di dare notizia della loro prossima comparsa davanti ai giudici del Tribunale di Biella per loro cronache evidentemente non proprio inappuntabili.

Solo che i nostri sponsor ignorano bellamente la realtà, o soffrono  di proposito di strabismo acuto per poter accreditare  Ester Castano come colei che  “ha portato alla luce con professionalità giornalistica” fatti documentati. E come se non bastasse le attribuiscono anche il merito di aver scoperto la mafia a Sedriano, come la suddetta si è vantata e prontamente e acriticamente promossa sul campo dal circuito mediatico, che ha bisogno di eroi veri o fasulli per farsi perdonare le sue disattenzioni.

Sfido, illustri sponsor (ma leggete veramente cosa scrivono i due  cronisti?), visto che ho la raccolta di tutti gli articoli pubblicati da due cronisti (sono a disposizione di chi vuole consultarli), di trovare un solo “pezzo” dal settembre 2011 al 10 ottobre 2012 in cui si evidenzi un “lavoro di  inchiesta svolto dai due giornalisti”, ma, per contro si rintraccia un’inaudita ossessiva campagna di gratuiti attacchi all’amministrazione comunale, che è un’altra cosa dalla pretesa inchiesta giornalistica.
Seppoi per inchieste giornalistiche si annoverino pubblicazioni come quelle in cui si dice il sindaco avrebbe aperto (quando? dove?) la corrispondenza del prete, oppure che sono stati ritrovati dei proiettili di cui stranamente né polizia locale né carabinieri hanno mai saputo nulla, o ancora che l’erba non era stata tagliata e così via, allora è avvenuta una rivoluzione, seppure nominalistica, di cui nessuno si è però accorto.
Solo aria fritta, ma trasformata per partito preso dagli sponsor in fatti eclatanti.
C’è stata una sola querela per diffamazione nei confronti di Castano e Mattioni per vicende che nulla a che vedere con la mafia e al giudice è bastata  per fissare l’udienza (18 dicembre prossimo) per esercitare l’azione penale.
E anche una sola diffida.
I due giornalisti, prima che il sindaco venisse indagato per presunta corruzione (ma sinora non è stata dimostrata), non hanno fatto alcuna inchiesta, poi, dal 10 ottobre 2012, si sono solo esercitati in rappresentazioni suggestive, che, sfornate settimanalmente, certificano tutt’al più la loro fervida immaginazione e non certo fatti documentati, perché avvenimenti come loro vorrebbero che andassero in scena per gettarsi a capofitto non sono mai accaduti.
I firmatari del comunicato, anziché auspicare che i due cronisti “non vengano mai scalfiti nello spirito e nella passione nel portare avanti ogni giorno il loro lavoro”, farebbero molto meglio ad augurargli di ritrovare serenità e obiettività per svolgere la professione con sobrietà e correttezza. 


 

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