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“Una decisione immotivata volta a gettare fango sulla nostra comunità”. Il sindaco Alfredo Celeste non ha dubbi che l’istituzione in data odierna per ordine del prefetto della commissione d’indagine è del tutto ingiustificata e rispondente più che altro a un’esigenza politico-mediatica.
 In ogni caso l’organismo è stato costituito per accertare se sussistono elementi univoci e rilevanti di collegamento concreto degli amministratori o dei dirigenti o dei dipendenti dell’ente con la criminalità organizzata di tipo mafioso. 
“La motivazione addotta -spiega il primo cittadino– è che sarebbero stati acquisiti non meglio precisati elementi su possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, nonché di condizionamento degli organi elettivi e amministrativi per problemi non meglio chiariti”. Ma se così fosse la magistratura non sarebbe già intervenuta?
“Il risultato di tutto questo -continua Celeste– è infangare la comunità sedrianese in attuazione di quanto richiesto ripetutamente dai parlamentari Vinicio Peluffo (Pd) e Massimo Garavaglia (Lega nord) fin dal dicembre scorso su esplicita richiesta del Pd locale”. Un atto che in municipio è stato letto come un tributo alle pressioni della politica.
“Gli unici effetti -puntualizza Celeste– di quest’ignobile decisione politica, chiunque l’abbia assunta, sarà quella di mettere otto persone più autisti di accompagnamento a spese della collettività per svolgere un’attività perfettamente inutile, visto che gli atti e i comportamenti sono già stati vagliati dalla Procura della Repubblica, nonché a interrompere l’attività degli uffici. Dieci persone in rappresentanza, come se fosse una spartizione politica, di tutte le forze di polizia dello Stato, che costeranno notevolmente a tutti i cittadini ”. 
Ma fra gli intervenuti v’è anche un ufficiale della Dia tanto che il sindaco trovando singolare la presenza si è ripromesso di “chiedere al Procuratore della Repubblica se si tratti di un’attività d’indagine oltre il termine previsto dal codice di procedura a garanzia di tutti i cittadini”. 
Tuttavia, “pur trattandosi -afferma Celeste– di un atto palesemente illegittimo da poter richiedere al giudice amministrativo l’annullamento non vi procederò in coerenza con la linea di trasparenza da me tenuta, ma chiederò solamente ai dieci dipendenti pubblici aggiunti al Comune di espletare la loro attività con modalità da non danneggiare gli uffici. Di ciò chiederò anche al prefetto”. 
L’iniziativa, aldilà del risvolto mediatico e dell’uso politico che ne farà l’opposizione, non preoccupa più di tanto l’amministrazione comunale. “L’indagine -conclude Celeste– ci lascia indifferenti, considerando che nulla verrà trovato come nulla ha trovato la Procura della Repubblica”.

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