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Per dirla con lo scrittore Alessandro Manzoni la lista civica Io amo Bareggio è un vaso di terracotta fra vasi di ferro, ma ha voluto ugualmente provare a correre da sola alla tornata elettorale del 26 e 27 maggio.  

Una decisione coraggiosa che, aldilà dei facili entusiasmi, presenta qualche insidia. Sì, perché corre il rischio di non raggiungere il quorum per entrare in consiglio comunale. 
Ci vogliono all’incirca 1.000 voti per staccare il tagliando, salvo che si apparenti al secondo turno con la formazione che poi risulterà vincente. Ma Io amo Bareggio non ha fatto calcoli, sennò si sarebbe alleato con il Partito democratico con cui sembrava in sintonia o sarebbe rimasta nella coalizione di centro-destra, ma non accettando di essere messa davanti al fatto compiuto ha preferito imboccare la strada più complicata. Poi accada quel che debba accadere.

Candida a sindaco Marco Gibillini, 43 anni, consulente informatico, consigliere comunale uscente, che ha accettato volentieri l’investitura per dare con il suo impegno una mano per migliorare la comunità. La lista è costituita da Egidio Stellardi, Giuseppe Catturini, Antonio Messana, Maurizio Grassi, Roberta Imboldi, Lucrezia Mascetti, Elvira Grassi, Deborah Lepri, Matteo Bergamaschi. Gian Battista Maggiolini, Maurizio Pedroli, Stefania Grassi, Alberto Scalvenzi, Marco Colombo, Dante Perin, Giancarlo Menescardi. Un gruppo che si definisce coeso, trasparente e pieno di entusiasmo.

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