“La scelta di non votare la mozione -proclamano Tenti e Lucchesi del loro sito- isola il sindaco dalla sua maggioranza che agli occhi della gente sembra granitica, ma al suo interno è chiaramente allo sbando. Se non sanno decidersi su un’ordinanza che tra l’altro non risolve un problema come possono decidersi su questioni più importanti?”. Non solo. Se la prendono pure con il vicesindaco Roberto Stellini e l’assessore Enrico Bodini, rei, ai loro occhi, avendo obiettato che l’interpellanza doveva essere indirizzata al sindaco e non già a loro, di non rispettare il regolamento. Un modo, secondo Tenti e Lucchesi, che palesa “il loro bieco opportunismo politico su un argomento grave e serio”. Insomma, a loro dire, non chiarendo la posizione sull’ordinanza Bagini dimostrano, “si riconfermerebbe la tecnica oramai consolidata da parte della sinistra vittuonese di utilizzare un problema e un disagio dei cittadini per pura propaganda politica”. Ma è così? Gli spifferi del municipio dicono invece che la maggioranza gode ottima salute e non è divisa da nulla e che l’invocata incompetenza del consiglio comunale, aldilà dell’aspetto formale, è servita più che altro per sventare i tentativi dell’opposizione di intestarsi meriti su un tema su cui il sindaco era già intervenuto
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VITTUONE Ordinanza antiprostituzione, Tenti: “La maggioranza utilizza un disagio dei cittadini per pura propaganda politica”
I consigli comunali? A sentire la lista Insieme per la libertà, che fa capo all’ex sindaco Enzo Tenti e alla consigliera Alessandra Lucchesi sono una messa in scena in salsa giacobina.
Sì, a dargli la discutibile idea è stato l’ultimo consiglio comunale in cui il pubblico li ha impietosamente beccati e la maggioranza non ha condiviso la loro ordinanza antiprostituzione. Troppo evidentemente per non evocare spettri che la storia ha già seppellito.
Secondo gli esponenti della lista Insieme per la libertà la motivazione accampata dalla maggioranza, ovvero che la questione non è di competenza del consiglio comunale, è stato un escamotage bell’e buono per nascondere i dubbi e le perplessità per l’ordinanza antiprostituzione emessa dal sindaco.
