Latest News
Latest News
Il vicesindaco Roberto Stellini ha diffuso questo comunicato stampa che pubblico.
Da diverso tempo come amministrazione ci stiamo interessando di un fenomeno che diventa di giorno in giorno più preoccupante, anche nel nostro paese. La dipendenza dal gioco interessa ormai più di 800.000 persone a livello nazionale, numero che va purtroppo velocemente aumentando. E’ un vero e proprio cancro sociale che inizia in modo subdolo e poi si radica nella mente di molte persone fino a distruggere loro e le loro famiglie Le famiglie spesso ignorano e/o sottovalutano il problema ma, quasi sempre, il giocatore patologico le trascina con sé alla rovina. Il gioco d’azzardo patologico è stato introdotto nei LEA (Livelli essenziali di assistenza) nel novembre 2012 dal decreto Balduzzi e quindi riconosciuto come patologia vera e propria, purtroppo le scarsità di fondi a disposizione rende difficile da parte del Sistema sanitario nazionale una reale presa in carico di tale quadro patologico.  

Studi recenti hanno stabilito che oltre l’80% della popolazione italiana dedica attenzione al gioco d’azzardo e che i giocatori problematici superano il 3% della popolazione. La Consulta nazionale antiusura ha più volte sottolineato il nesso tra gioco d’azzardo e usura.
E intorno a questo business, non può mancare la presenza di clan della malavita organizzata che gestisce le sale gioco, il noleggio e la distribuzione dei vari tipi di slot machine e videopoker. C’è, quindi, un gran “movimento” di soldi che avviene nella più completa illegalità Ma allora perché lo Stato non interviene per impedire a milioni di persone di condurre se stessi (e spesso non solo) alla rovina?
Nello scorso mese di agosto, è stato emesso il seguente decreto-legge:
Recita l’art. 2 comma 3 del decreto-legge 13/08/2011, che i Monopoli di Stato “emanano tutte le disposizioni in materia di giochi pubblici utili al fine di assicurare maggiori entrate, potendo introdurre nuovi giochi, indire nuove lotterie, anche ad estrazione istantanea, adottare nuove modalità di gioco del Lotto, variare l’assegnazione della posta di gioco di montepremi ovvero vincite in denaro”.
E’ chiaro, quindi, l’intento dello Stato, non solo di non intervenire a tutela degli individui per ridurre al minimo il rischio di sviluppare un comportamento di gioco eccessivo (se non addirittura compulsivo), ma di peggiorare la situazione “tassando la speranza” in un momento in cui questa è vista dal giocatore come l’unica via d’uscita da una condizione insopportabile. Perché è ovvio che a spingere gli italiani ad alimentare l’illusione di “tentare la fortuna” contribuisce anche la crisi odierna che, con la disoccupazione, le pensioni ridotte al minimo (minimo, a volte, vergognosamente superato!), la nuova povertà ecc., ha incentivato la speranza di risolvere i problemi economici, con una “supervincita” al gioco!
Come è stato evidenziato da vari studi condotti in materia, il gioco d’azzardo si sta sempre più diffondendo proprio tra le fasce maggiormente deboli dal punto di vista economico: gioca il 56 % del ceto sociale medio-basso ed il 66% dei disoccupati.
E, purtroppo, anche i ragazzi sono coinvolti nel fenomeno: un’indagine predisposta dalla Nomisma, ha rilevato una larga diffusione del gioco d’azzardo nel mondo giovanile.
Lo Stato sottovaluta il diffondersi della compulsione/dipendenza dal gioco perché la ritiene un “dramma privato”; non si rende conto che in realtà il fenomeno riguarda la collettività e la miopia di questo atteggiamento, non tiene assolutamente in considerazione le ricadute sociali e i costi a lungo termine di una tale politica.
Alcune stime dicono che tra un po’ di anni lo Stato arriverà a pagare per il danno sociale provocato dai giochi, quanto più o meno quest’anno ha guadagnato dallo stesso.
È importante inoltre dare alcune delucidazioni in merito all’effettivo guadagno che lo Stato trae dal gioco d’azzardo (legale): dei 61 miliardi spesi dagli italiani nel 2010 infatti, solo 9 sono andati allo Stato; il resto è stato distribuito tra le vincite, le Società che inventano i giochi, le tabaccherie, bar, ecc…
Ma non solo. Ciò che dovrebbe ancor di più far riflettere sul senso “perverso” di tutto ciò, è che mentre dal 2004 al 2010 i soldi giocati dagli italiani sono passati da 24,6 miliardi a 61, le entrate per l’erario si sono mantenute pressoché costanti!
Ciò è dovuto al cambio di “strategia” attuata dal 2003 dai Monopoli di Stato non più orientati ad incrementare le entrate erariali, bensì a far crescere l’economia dei giochi. Si è assistito quindi ad una detassazione costante degli oneri per i grandi concessionari (Snai, Lottomatica, ecc.) con il conseguente proliferare dell’offerta dei giochi da un lato e la diminuzione del gettito fiscale dall’altro.
Al momento la classe politica sembra dividersi tra chi in buona fede ignora il problema, chi lo sottovaluta e chi ha egli stesso interessi privati nella gestione del gioco d’azzardo, ma la situazione rischia di “esplodere” da un momento all’altro: il 23 % di tutti i soldi giocati nel mondo, proviene proprio dalle tasche degli italiani!
Come amministrazione ci impegneremo per informare i cittadini con tutti i mezzi per fare un’azione preventiva , far applicare la legge aggiornata con il recente decreto Balduzzi, fare controlli frequenti in tutti i luoghi dove vengono offerti i giochi: sale gioco, bar, tabaccherie, ristoranti, ecc…
Abbiamo iniziato i controlli tramite la polizia locale che tutti i locali interessati espongano i cartelli che avvertono del pericolo del gioco d’azzardo obbligatori per legge da gennaio di quest’anno, stiamo facendo controlli anche sull’accesso ai giochi da parte dei minorenni, stiamo rivedendo il regolamento comunale sulle sale gioco che porteremo in un prossimo consiglio comunale
Ci siamo iscritti attraverso la Lega delle autonomie al patto dei sindaci in modo da far fronte comune ed evidenziare allo Stato la grave situazione che si sta creando nel paese, chiedendo nel contempo delle misure volte a contenere la diffusione del gioco d’azzardo.
Il 21 e 22 febbraio all’ITIS Alessandrini di Vittuone in collaborazione con la dirigenza scolastica si sono tenuti degli incontri informativi per gli studenti per sensibilizzarli al rischio del gioco. Le due giornate sono state condotte dalla dottoressaCristina Perilli, psicologa che da anni segue il problema del gioco d’azzardo patologico: è intervenuto il sindaco Fabrizio Bagini e l’assessore Roberto Stellini, ambedue impegnati sul tema.
Stiamo organizzando, per la fine di marzo, un convegno sul gioco d’azzardo patologico a cui interverranno esperti di fama nazionale, con il coinvolgimento dell’ASL, a cui saranno invitati i cittadini, le forze di polizia, carabinieri, guardia di finanza e rappresentanti di associazioni che si stanno battendo per contrastare il fenomeno.

Lascia un commento