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Dal 10 ottobre Sinistra di Sedriano dal suo blog dispensa ininterrottamente colpe e ragioni, condanne e assoluzioni e non paga definisce, come un fine giurista, anche i confini fra questioni private e pubbliche. L’ultima superba performance è che il sindaco Alfredo Celeste ha sì il diritto di difendersi, ma nelle sedi opportune. Da qui l’obiezione che “non può usare il sito del Comune (o altro) e soprattutto non può sfruttare il suo ruolo di sindaco per questioni private. Lo può e lo deve fare come libero cittadino”. 
Curioso che volendo intimare al primo cittadino di non abusare del suo ruolo usi il verbo “potere” (che indica una facoltà) e non invece “dovere” (che indica un obbligo) come si converrebbe quando si vieta a qualcuno di fare qualcosa.

Uno strafalcione grammaticale, un lapsus calami sulle sue vere intenzioni? Uno svarione a sua insaputa, una sintomatica incontrollata pulsione? Una cantonata, una gentilezza lessicale?
Ma, a parte tutto, è paradossale che voglia negare al sindaco, che si difende da un’accusa (tutta da provare) correlata all’esercizio delle sue funzioni e non a cose estranee al suo ruolo, di avvalersi della comunicazione istituzionale. 
I solerti “custodi del bene e del male”, così garantisti quando gli conviene, sanno perfettamente che il Comune per comunicare con l’esterno dispone di tre organi: sindaco, giunta e consiglio comunale. 
Solo che non gli va bene che sia il sindaco a comunicare.

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