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Il commercio cornaredese? Sta morendo, ma in municipio non sembra che si siano accorti.  Neppure le promesse dell’assessore al commercio Gabriele Montrasio (tende, insegne, ecc… agli esercenti per dare una nuova immagine ai negozi) hanno trovato sinora attuazione.
Per contro i circa 2,3 milioni  di euro che avrebbe già dovuto dare il Bennet e che potrebbero dare una sferzata al commercio sono congelati. Certo che l’assenza d’azione amministrativa  sta mettendo in ginocchio la rete commerciale e modificando, come il Partito democratico da tempo denuncia, la stessa geografia delle attività commerciali.

“Sul territorio -osserva il Pd– il problema ha caratteristiche diverse. Mentre per Cornaredo si assiste a un costante incremento di uffici e agenzie varie, a San Pietro all’Olmo le chiusure sono causate, principalmente, da una spietata concorrenza di supermercati che spuntano come funghi sull’ex Statale 11. A Cascina Croce la situazione è più drammatica: l’unico negozio di alimentari è sulla via della chiusura, mentre l’edicola è in vendita. In questo quadro le iniziative comunali sono in perenne ritardo. Responsabilità grave considerato che le risorse a disposizione sono rimaste inutilizzate”. Una situazione preoccupante che non solo elimina preziosi servizi dal centro abitato, ma mette in crisi gli anziani e le loro consolidate abitudini. 
“Anche le proposte attuali -aggiunge il Pd– appaiono più come palliativi, mentre il malato ha la febbre alta. Si crede di risolvere il problema con qualche idea pubblicitaria o con il tentativo di dare uniformità di immagine commerciale. Indubbiamente sono iniziative sensate ma insufficienti a creare l’auspicato distretto commerciale in grado di soddisfare la domanda cittadina e ad attrarre clientela sovraccomunale”. 
Che fare, allora? Secondo il Pd bisogna partire da un nuovo piano che indichi percorsi operativi in ambiti diversi: dalla logistica (parcheggi e servizi) all’arredo urbano, dalle agevolazioni tributarie finalizzate alla riqualificazione gestionale, al supporto amministrativo e burocratico. Insomma, a suo dire, occorrono idee valide, impegno e lungimiranza, ciò che manca all’amministrazione Bassani.

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