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Una fine ingloriosa, ma tant’è. Monica Gibillini (Pdl) ha finito di stare sulla graticola.
 Le dimissioni contestuali di 17 consiglieri comunali che sono state protocollate poco fa in municipio hanno decretato la conclusione anticipata del suo mandato. 
Un licenziamento per ragioni forse “anomali”, se si fa un confronto con la vicina Sedriano, ma inevitabile e tardivo, se si consideri da quanto tempo sarebbe dovuta essere già messa alla porta. 
Il rapporto fiduciario fra Gibillini e la sua maggioranza (Pdl e Io amo Bareggio) non c’era più da tempo, ma si è andati avanti lo stesso sino a quando il sindaco non ha offerto l’“incidente” ai suoi partner per farla fuori. 

Le sue dichiarazioni alla manifestazione antimafia, tenutasi a Magenta, in cui ha in qualche modo insinuato comportamenti poco chiari e trasparenti del consiglio comunale, è stata la miccia che ha accesso il fuoco che divampando ha determinato la sua “caduta”. 
Una liberazione un po’ meno per stessa, ma lungamente attesa dalla maggioranza che essendosi incartata non sapeva come fare per disfarsi. Comunque sia nei quasi 5 anni di mandato, Gibillini si è segnalata più per le divisioni interne che è riuscita a produrre che per atti di coesione. 
Basti pensare che la Lega nord è uscita dalla coalizione per non dire di un’infinità di assessori che si sono dimessi per incompatibilità e che addirittura alla fine il fedelissimo gruppo “Io amo Bareggio” l’ha abbandonata al suo destino. 
Adesso si riaprono i giochi politici un vista delle elezioni di primavera. Certo che il Pdl indugiando troppo rischia di non poter esprimere un proprio candidato sindaco, visto che la Lega nord, potenziale alleato, l’ha già indicato in Silvia Scurati. Oggi o domani il prefetto nominerà il  commissario che reggerà le sorti del municipio da qui alle elezioni comunali.

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