Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News

Non è un risparmio da capogiro, ma l’amministrazione Gibillini all’ultimo giro del mandato è intervenuta per ridurre i costi della politica. 
Un gesto di sensibilità o una trovata last minute per ammansire i cittadini sempre più arrabbiati con i politici per i privilegi che si ritagliano? Chissà… L’unica certezza è che ha abbassato del 7% l’indennità di funzione del presidente del consiglio comunale (1.108,80 euro mensili) e il gettone di presenza (17,67 euro a seduta). Un segnale, come ha detto il primo cittadino nell’ultima seduta consiliare, di sensibilità, ma per l’opposizione è una colossale presa in giro della cittadinanza. 

Sì, perché, stando al consigliere Roberto Galli (Voi con noi), l’amministrazione per ben 4 anni ha mantenuto 7 assessori a stipendio pieno e solo adesso che si avvicina il voto si è improvvisamente scoperta sensibile al tema. 

Se veramente, a suo giudizio, avesse voluto dare un segnale di discontinuità si sarebbe premurata a diminuire il numero degli assessori. Invece si è ben guardata. Tina Ciceri (Pd) nel contestare l’inedita attenzione ha sottolineato che la giunta all’atto dell’insediamento non si è certo preoccupata di abbassare lo stipendio. Da qui la richiesta di ridurre ulteriormente i compensi, ma evidenziando che c’è differenza tra il gettone dei consiglieri e l’indennità percepita dagli amministratori. 
Anche Giancarlo Lonati (Pd) ha trovato che davanti a una così grave crisi economica ridurre del 7% il costo della politica è ridicolo. Si poteva e si doveva, a suo dire, fare molto di più. 
Il sindaco Monica Gibillini, premettendo  che da qui alla fine dell’anno si risparmiano 4-5.000 euro, ha ribadito che lo scopo del provvedimento era quello di dare un segnale di compartecipazione.

Lascia un commento