Latest News
Latest News
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 26 luglio scorso, il Partito democratico, ha voluto dare un forte segnale all’insegna di una maggiore sobrietà  e trasparenza della politica, anche e soprattutto in considerazione del fatto che a breve si avvierà la campagna elettorale per le elezioni comunali 2013.
Il Pd ha presentato una mozione da una parte ispirata alla difesa di tutti quelli che ogni giorno spendono se stessi per la buona politica rendendo servizio alla propria comunità, e dall’altra in difesa di quei principi etici, che considerano la sobrietà e la trasparenza della politica come prerequisiti fondamentali e necessari e che oggi come non mai vogliono dare una risposta concreta per rispetto dei grandi sacrifici che tutti i cittadini sono chiamati a fare in questo difficile periodo. E se i cittadini tirano la cinghia la politica deve tirarla due volte.

Noi pensiamo che il rispetto pieno e diffuso degli obblighi di trasparenza può e deve essere un valido strumento di prevenzione e di lotta alla corruzione, che può rendere maggiormente visibili i rischi di cattivo funzionamento della pubblica amministrazione facilitando la diffusione delle informazioni e delle conoscenze, anche al fine di consentire la comparazione fra le diverse esperienze amministrative.
La via maestra per attuare i contenuti e gli impegni di questa mozione sarebbe stata quella di condividere eticamente i principi che richiamava, impegnando i candidati, gli eletti e gli amministratori locali che competeranno alle prossime elezioni comunali a rendere pubblici tutti i costi sostenuti nella campagna elettorale, a non accettare contributi da aziende che hanno interessi sul territorio, e a non superare per le proprie spese un importo massimo da stabilire e convenire all’unisono, al fine di  agevolare anche tutte le persone con minori possibilità economiche che intendano candidarsi.
Questa mozione  era stata presentata e protocollata dal gruppo consiliare del Partito democratico il 22 maggio 2012 e inserita nell’ordine del giorno del consiglio comunale dell’ 11 giugno, andato a vuoto perché la maggioranza, per gli ennesimi ed evidenti problemi interni, non aveva garantito il numero legale per lo svolgimento regolare del consiglio. Di conseguenza la mozione è stata riproposta dopo ben due mesi durante il consiglio comunale del 26 luglio e malgrado tutto questo tempo, da considerarsi largamente utile per convenire ad un punto d’incontro, l’amministrazione Gibillini e la maggioranza risicata che la sostiene non se la sono sentita di approvarla,  proponendo di rinviarne ulteriormente la discussione e capire il da farsi.
Il Partito democratico trova deprimente e triste dover constatare che anche su tematiche eticamente condivisibili, che non dovrebbero avere colore politico, sindaco e maggioranza hanno voluto buttare ulteriormente la palla in tribuna per evitare, con una evidente melina, di passare finalmente dalle belle parole (di cui tutti si riempiono la bocca) ai fatti. Così stanno le cose, ma il Pd non demorderà.

Lascia un commento