La Croce bianca con il vicepresidente Pietro Garavaglia ha emesso questa nota di precisazione in merito alla vicenda di un cittadino, che si è sentito male davanti alla propria sede ed è stato poi soccorso da un privato.
Confesso che, nonostante la buona volontà che ci si mette quotidianamente (giorno e notte), si incappa periodicamente in situazioni demotivanti come questa.
Sono personalmente a conoscenza dell’episodio come sono a conoscenza del fatto che la signora si sia presentata ben due volte presso la nostra sede il lunedì successivo per polemizzare sull’accaduto, nonostante abbia trovato persone disposte a spiegarle il funzionamento della macchina dei soccorsi. Accettiamo il dialogo costruttivo e siamo assolutamente ben disposti a ricevere consigli dalla cittadinanza, ma non siamo, al contrario, propensi ad essere assorbiti nel turbine dello screditamento da parte di persone poco informate.
Per chiarezza spiego a chi ci legge il funzionamento del Sistema 118: l’utente chiama il numero d’emergenza, dall’A.A.T. 118 Milano un operatore riceve la chiamata ed invia l’ambulanza più vicina e disponibile sul luogo dell’evento, se necessario affiancata ad un’auto medica/elisoccorso.
La nostra ambulanza in quel momento non era in sede, in quanto impegnata in un altro intervento. Ad accogliere la signora c’era il nostro centralino (che non può lasciare la postazione di coordinamento). Dato che il nostro mezzo era già impegnato su un altro evento, non ha potuto far altro che contattare il 118 per inviare un mezzo alla signora (che peraltro ha poi deciso di non aspettare – scelta rischiosa e sbagliata data la presunta gravità del paziente – dimenticandosi di interrompere la richiesta al 118 che nel frattempo aveva inviato, come di consuetudine, un’ambulanza).
Da parte nostra è stato fatto tutto il possibile (sia eticamente che legalmente) per accogliere la richiesta di soccorso.
Sento il dovere di precisare alcune inesattezze che ho riscontrato leggendo la lettera di protesta: le ambulanze non partono dalla sede del 118 di Milano ma con le modalità descritte qui sopra; per dovere di cronaca sul Magentino-abbiatense-rhodense sono presenti otto associazioni di pronto soccorso (un’ambulanza ogni 6 km circa).
Date queste premesse, non mi sentirei di giudicare malato un sistema così ben organizzato, sinergico e capillare. Spero, con queste poche righe, di aver finalmente dato pace alla gentile signora che vi ha inviato la lettera. Se avesse ascoltato i nostri consigli, in quegli attimi, non avrebbe certamente risolto il suo problema in maniera così rocambolesca, ma a quanto pare l’importante non è migliorare ma screditare. La invito perciò al nostro annuale corso di primo soccorso in ottobre; le sarà data la possibilità di apprendere il funzionamento della catena dei soccorsi e le nozioni necessarie a soccorrere un malcapitato così da non farsi più travolgere dagli eventi. Rimango comunque a disposizione per informazioni o chiarimenti in qualsiasi momento.
Ringraziando i molti, che fortunatamente ci sostengono e credono nella bontà del nostro operato, porgo cordiali saluti.
