Il Partito democratico non ci sta che s’installino 4 nuovi pozzi a Cascina Croce per l’estrazione di acqua potabile da destinare ad altri Comuni. E chiede con forza alla giunta Bassani di riconsiderare la scelta e di “non avventurarsi in iniziative che potrebbero rappresentare un pericolo per il territorio e di agire con la massima cautela acquisendo tutti i pareri e studi necessari, poiché una volta assunta una decisione non sarà più possibile riparare il danno”.
Intanto il Pd ha chiesto la convocazione urgente della commissione comunale competente per esaminare la questione.
I cittadini, a suo giudizio, devono non solo sapere la verità, ma essere coinvolti nelle scelte attraverso un percorso partecipativo, che l’amministrazione, a suo dire, ha gettato in un pozzo: non è sufficiente qualche improvvisata e anonima riunione.
Tuttavia il Pd ricorda che nel tempo sono stati diversi i tentativi di dare via libera al progetto, ma le giunte di centrosinistra hanno sempre anteposto l’interesse generale dei cittadini, la salvaguardia idrogeologica del territorio comunale, ed in particolare di Cascina Croce, alla prospettiva di lauti risarcimenti o compensazioni.
“Il no al progetto -rivendica il Pd– è stato sempre confortato da esperti che hanno espresso riserve in ordine a problematiche potenziali impattanti sul sistema acquifero dell’area comunale, in particolare su un pozzo pubblico che potrebbe vedersi ridotta la produttività con conseguenze sul prelievo ed erogazione dell’acqua ai cittadini di Cornaredo. Non solo. Potrebbero insorgere problemi anche nella falda acquifera con turbative sulla direzione della stessa”.
Per il Partito democratico, che ha sempre avuto una posizione coerente e determinata, dare via libera all’intervento significherebbe esporre a troppi rischi la rete idrica, che è un bene prezioso e da salvaguardare.