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Comune e Cap Holding presentano il progetto per distribuire acqua di qualità in un’ampia area del Nord di Milano dove la risorsa idrica è carente.  Ma c’è chi critica il progetto per via del rischio di alterare gli equilibri idrico-ambientale a causa delle trivellazioni. Non a caso in passato gli amministratori si erano dichiarati contrari per l’impatto. Oggi non tutti in giunta sono favorevoli.
L’assemblea pubblica in cui illustrare il progetto è per lunedì 12, alle 20.30, al palazzo “La Filanda”, in Piazza Libertà. All’incontro interverranno il sindaco Luciano Bassani con alcuni assessori, il presidente di Cap Alessandro Ramazzotti, il direttore generale Michele Falcone e i tecnici responsabili della zona.

Il progetto del campo pozzi di Cornaredo (in un’area di Cascina Croce) è stato concepito in modo tale da ridurre il possibile impatto ambientale, da più punti di vista, inserendosi nel contesto urbano nel modo più armonico possibile. Si prevede la trivellazione di quattro pozzi a doppia colonna, equipaggiati con idonee apparecchiature elettromeccaniche. 
Le testate dei pozzi saranno completate da un piccolo manufatto esterno, ben inseribile nel contesto rurale; saranno realizzate, così come la centrale di accumulo, con coperture in coppi e i colori tipici della pianura lombarda, con basso impatto visivo. Anche il rumore sarà ridotto a livello trascurabile, grazie all’adozione di pompe ad asse verticale, racchiuse in cassoni fonoassorbenti e grazie alla piantumazione dell’area perimetrale, sia esterna che interna.
L’idea di avviare a soluzione i problemi dell’approvvigionamento idrico risale agli anni fra il 1985 e il 1992 quando sono stati redatti su tutto il territorio nazionale i piani regionali di risanamento acquedotti (PRRA). Per la provincia di Milano (che all’epoca comprendeva anche l’attuale provincia di Monza e Brianza), quasi interamente alimentata da pozzi, la Regione individuò alcune aree geologicamente “forti”, in grado di fornire acqua quantitativamente sufficiente e qualitativamente apprezzabile per le necessità idropotabili.
Fra queste si trovano Pozzuolo Martesana (dove Cap Holding ha realizzato un campo pozzi, già attivo), Trezzo sull’Adda (in fase di realizzazione), Corbetta e Gaggiano (in corso di elaborazione progettuale) e appunto Cornaredo. La zona presenta le caratteristiche ideali per la creazione di una centrale idrica, da cui è stato studiato un tracciato per addurre acqua fino alla rete del comune di Bollate che opportunamente potenziata sfrutterà poi a “staffetta” la rete esistente del Sistema Nord Milano fino a Sesto San Giovanni.

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