L’incontro pubblico, davanti a un pubblico, purtroppo, costituito da addetti ai lavori, sulla presentazione di Cap Holding del progetto sui pozzi a Cascina Croce, è servito a fare chiarezza e a dissolvere dubbi e perplessità. Infatti i rappresentanti di Cap hanno spiegato in modo chiaro che la realizzazione dell’opera passerà attraverso la valutazione d’impatto ambientale e l’autorizzazione di una serie di enti (circa venti).
Insomma le garanzie nell’eventualità che l’intervento decolli ci sono tutte. “Le polemiche -afferma l’assessore ai lavori piubblici Dario Ceniti– espresse dai consiglieri del Pd Mary Vono e Carlo Meregalli, nei loro interventi, sono del tutto inutili e inconsistenti. Non esistono a oggi, come affermano, relazioni da parte di esperti che esprimono pareri negativi sulla questione. E’ scorretto, dunque, disinformare i cittadini poiché s’ingenerano dubbi e preoccupazioni inutili. Simili atteggiamenti sono sicuramente da condannare essendo solo speculazioni politiche di parte su una scelta che non può che essere essenzialmente tecnico-scientifica e in particolare idrogeologica”. Comunque sia da circa cent’anni gli acquedotti sono interconnessi tra tanti Comuni e l’acqua cornaredese, da sempre, è in circolazione congiunta con i paesi limitrofi. In questo quadro s’inserisce il concetto di fabbrica dell’acqua la quale non può che essere concepita cercando la miglior soluzione sia come localizzazione sia qualità. Naturalmente la scelta della zona, dove realizzare la struttura, non può che derivare da studi scientifici approfonditi e non da inutili battaglie politiche. “Sarà, quindi -aggiunge Ceniti-, la valutazione d’impatto ambientale che ci dirà se la scelta è la migliore. Concludo rilevando che appare contraddittorio sostenere (come fa il Pd) che l’acqua è un bene comune nazionale per poi smentirsi dichiarando che, nel nostro caso, la stessa è di esclusiva proprietà dei cornaredesi. Decida il Pd, in modo definitivo, quale linea seguire con coerenza.
