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L’Italia -si sa- è la patria di Guicciardini, ovvero del teorizzatore del “particolare”, del tornaconto personale, del disinteresse del bene pubblico.
Un piccolo esempio è l’incrocio di via Asilo, dove anche con paginate che danno spazio alle peggiori pulsioni del momento, si è perso completamente di vista l’interesse generale e ci si è concentrati su quello personale. Il risultato è che ogni occasione è buona per rinfocolare polemiche.
Da qui la precisazione dell’assessore Dario Ceniti sulla questione che ricevo e pubblico integralmente.
Mi dispiace dover ritornare su un argomento già trattato e chiarito. Sembra di essere al bar a parlare della nazionale di calcio; tutti sono “commissari tecnici” ed hanno una strategia vincente per ogni partita (un pò di sana ironia non guasta mai). 
Il paragone calza a pennello nel nostro caso; tutti sono super tecnici, ingegneri esperti di problematiche viabilistiche e sbraitano, solo per interesse personale, il loro dissenso.
Troppo facile giudicare l’operato di un amministratore  tenendo conto solo dell’insoddisfazione egoistica personale di pochi  riguardante un unico singolo intervento. Tutti dovrebbero considerare le opere nel loro complesso e non guardare solo al proprio orticello. E’ un dato di fatto che il nostro territorio in tre anni ha cambiato volto, agevolando la vita di molti e tutti dovrebbero tener conto di questo. Purtroppo, però, la realtà è distorta ad arte. Ripeto, ancora una volta, che l’incrocio di via Asilo non è un’opera da me imposta ma fa parte di un progetto di più ampio respiro.
Ho già confermato in più occasioni, anche a chi oggi si lamenta apparendo sorridente sui giornali, che quest’amministrazione non vuole imporre nulla a nessuno, ma andare incontro alle esigenze dei cittadini. A fine opera verificheremo la funzionalità, solo in seguito eventualmente se ne riparlerà.
Ma al contrario di quei pochi che protestano, molti altri residenti di via Asilo plaudono all’opera realizzata.
Su questa vicenda, però, un sospetto emerge con prepotenza: tra i promotori, sorridente sul giornale, guarda caso c’è un appartenente all’estrema sinistra. Che sia solo un caso?
Se una persona viene definita“cattiva” per il suo operato trasparente e chiaro, ebbene sì, io sono cattivo!!
2 thoughts on “CORNAREDO – Incrocio di via Asilo, polemiche e “commissari tecnici” alla bisogna”
  1. io sono nato e vivo a Milano, dove la possibilità di intervenire sulla fisionomia della città è, se non impossibile, molto improbabile. Ho sempre pensato che abitare in un comune più piccolo, a misura d'uomo, garantirebbe la possibilità anche del singolo di poter dire la propria, di essere ascoltato, su tutto quello che riguarda la vita del comune. Evidentemente sono rimasto un po' indietro e le cose sono cambiate molto anche nei piccoli centri e la scusa delle "esigenze di molti", che viene usata così spesso a livello internazionale, ora diventa scudo anche per le piccole opere e questo mi rattrista molto. La definisco scusa perchè in un'Europa in cui la scelta è stata ovunque di inserire rotonde agli incroci per aumentare la sicurezza delle strade e migliorare la viabilità, sostenere che un'opera alternativa, che non garantisce lo stessa comodità e non raccoglie il consenso di tutti, contribuisca alle esigenze di molti la trovo semplicemente un'idea bizzarra. Anch’io non sono ne un’ingegnere ne un tecnico, ma se per poter dire la propria bisogna essere laureati nella materia che si discute, allora credo di non aver capito bene il significato di democrazia.
    Luca

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