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BAREGGIO (4 agosto 2011) – I cellulari in dotazione ad amministratori e dipendenti comunali? Sì, ma cum grano salis. L’amministrazione comunale, volendo razionalizzare maggiormente la spesa per il traffico telefonico mobile, è intervenuta con un apposito regolamento per disciplinare l’assegnazione, l’utilizzo, la rendicontazione e il controllo dei cellulari destinati a dipendenti per l’espletamento delle attività istituzionali. Una misura drastica per scongiurare usi impropri, coniugare efficienza e riduzione dei costi, che sono una voce importante del bilancio. E così ha stabilito che il telefono cellulare di servizio è consentito al sindaco, al segretario comunale, ai responsabili di posizione organizzativa e ad altri dipendenti con esigenze di reperibilità o con particolari necessità tecniche di comunicazione. Niente, dunque, cellulare di servizio agli assessori. Uno status symbol che cade sotto i colpi della crisi. Poi i telefoni cellulari sono di uso personale e non possono essere ceduti a colleghi o terzi. Possono essere utilizzati soltanto per ragioni di servizio ed è tassativamente vietato effettuare chiamate personali o per scopi diversi da quelli di servizio. Non solo. Qualora il possessore di telefono cellulare si trovi negli uffici comunali è obbligato a utilizzare gli apparecchi della rete fissa per comunicare con altri apparecchi di rete fissa e mobile proprio per contenere i costi. Gli utilizzatori del cellulare durante le ore di servizio e i turni di reperibilità, se previsti, sono obbligati a mantenere in funzione il telefono. L’amministrazione comunale ha naturalmente la facoltà di verificare i numeri chiamati per accertare il corretto uso del cellulare di servizio e procedere nel blocco del telefono nel caso di anomalie nell’impiego. Basterà per ridurre i costi?

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