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Ma le farmacie comunali sono o no una risorsa importante per la comunità? 
Il dibattito che si è aperto nel centrosinistra ha messo in luce che le farmacie sono un bene comune che vale la pena tutelare e valorizzare. 
Altro che vendere! 
Ma l’ex sindaco Pompilio Crivellone, oramai in rotta con il Pd, non ha perso l’occasione per dire che non aver venduto per tempo le farmacie si è impoverito il valore delle municipalizzate. 
L’ex presidente Elio Maggioni l’ha prontamente rassicurato: il valore delle farmacie -ha detto- si aggira sui 3 miliardi. 

Intanto il Partito democratico, oltre che contrario alla cessione delle farmacie, pensa che debbano essere chiamate a un ruolo più attivo come per esempio la compartecipazione al servizio infermieristico domiciliare con la possibilità di effettuare prenotazioni al Cup, nonché a svolgere campagne informative sull’efficacia di azioni e cure preventive, sull’uso e il consumo dei farmaci, oltre a  fornire semplici ma efficaci e rapidi interventi nei vari servizi di base. 
Non è tutto. Un’altra sua idea è quella di elevare la farmacia a “centro primario di base”, fare un servizio del cittadino 24 ore su 24.
Insomma per il Pd “la salute dei cittadini è un valore e un diritto primario che va garantito e non mercificato. Solo una visione pessimistica e semplicistica delle cose può immaginare un ‘drastico calo anche per gli esercizi pubblici’, definizione, quest’ultima, certamente infelice e prettamente commerciale ed economica, ma inaccettabile per un presidio sanitario di base come una farmacia pubblica”.
Il Pd si rammarica che la giunta Bassani, almeno al momento, non abbia colto le opportunità che le ultime leggi in materia offrono per migliorare e integrare i servizi. Il rischio, a suo giudizio, è che non si intervenga adeguatamente e in tempo per ridare slancio al ruolo delle due farmacie comunali e si finisca per pregiudicare la professionalità  e i posti di lavoro che offrono. 
Tuttavia è pronto a dare l’input con proposte per far sì che le farmacie comunali siano efficienti e al passo dei tempi, nonchè considerate “bene comune”.

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