Più l’appuntamento con le urne per eleggere la nuova amministrazione comunale si avvicina e più ci si agita e si fa a gara per attirare l’attenzione. Insomma protagonisti e comprimari locali che magari non sanno nulla dei famosi polli di Renzo, di cui Manzoni parla nei Promessi sposi, si comportano come quelle povere bestie, ossia “s’ingegna(va)no a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”.
Sì, si beccano ferocemente, senza minimamente pensare che una stagione politica in cui bastava issare un vessillo di un certo colore per prendere voti è tramontata.
Nessuna riflessione, nessun messaggio che indichi discontinuità, un’idea diversa se non nuova. Ci si accapiglia come i polli di Renzo per cose di scarso valore sia oggettivo che emblematico.
La politica non cambia mai.
Lascia sullo sfondo i problemi non risolti e si autoproduce in performance di cui nessuno sente il bisogno se non i suoi attori, sempre più autoreferenziali. Se non fosse così si sarebbe mai potuta scatenare una gazzarra per una pubblicazione senza alcuna pretesa? Invece la decisione dell’amministrazione comunale di pubblicare e distribuire ai bareggesi una specie di quaderno che racconta le attività del “Laboratorio famiglia” ha finito per scatenare rabbiose critiche non tanto sull’utilità o no del libretto quanto sulle presunte finalità dell’iniziativa.
Per esempio Silvia Scurati (Lega nord) ha intravisto nel libretto una monumentale trovata pubblicitaria del sindaco Monica Gibillini(Pdl) per ricandidarsi da sola. Il Pdl non se l’è sentita di censurare il “suo” sindaco, ma non ha nascosto l’imbarazzo per l’iniziativa.
Il primo cittadino si è rifugiato nella modesta spesa (3.600 euro) per neutralizzare le montanti polemiche e così facendo ha svilito il senso e il valore della pubblicazione.
Il Pd con Tina Ciceri si è domandato se non fosse stato meglio destinare alle famiglie la spesa per realizzare il libretto, di cui tanto il sindaco si è riempita la bocca nello stesso quaderno.
Bene, tutte cose giuste, tutte osservazioni perspicaci!
Ma tanto ardore e accanimento non sarebbe meglio destinarlo a miglior causa e soprattutto al bene della comunità, di cui troppo spesso ci si accorge che c’è a mano a mano che si avvicina l’appuntamento elettorale?
Non sarebbe meglio dedicarsi ai tanti troppi problemi che aspettano soluzione?

Vadalà, hai sbagliato volatili ! Non sono i polli ma i capponi di Renzo (terzo capitolo dei Promessi sposi). E poi … "politica cittadina" non "poliica cittadina". Un caro saluto.
Giusta puntualizzazione, ma, a parte il rimando testuale, ti pare, in senso figurato, che possano fare i capponi (galli castrati) in versione bareggese?
Rispondo all'Anonimo.
Quinto capitolo Fra Cristoforo nel suo percorso verso il palazzotto di Don Rodrigo.
"…omacci tarchiati e arcigni…", "…vecchi che, perdute le zanne parevano sempre pronti, chi nulla nulla gli aizzasse, a digrignar le gengive…".