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Il lavoro scarseggia, le tasse aumentano, i sacrifici incominciano a diventare insopportabili, prospettive di cambiamento non si intravedono all’orizzonte.
Ebbene nel frattempo c’è chi se la gode, chi continua a mungere lo Stato come se nulla fosse accaduto. Sì, l’elenco (parziale) dei pensionati eccellenti della prima e seconda repubblica che potete consultare sotto è un terribile schiaffo al senso civico, alla sofferenza della povera gente, alla speranza. Un altro indecoroso capitolo della nostra storia, che si rifiuta di imboccare la strada giusta. 
Non si tratta di mettere tutti nel calderone, ma è sicuramente tempo che la classe politica smetta di riservarsi privilegi e prebende. La corda è sul punto di spezzarsi. I cittadini sono stanchi e dal mondo della politica non arrivano segnali che si voglia cambiare, che si intenda avviare un nuovo corso. 
Sino a quando la politica potrà continuare ad abusare della pazienza del “popolo bue”?

One thought on “ROMA Pensioni e privilegi: è solo questo il vero volto della politica?”
  1. Un Parlamento di nominati non può dare sufficienti garanzie di cambiamento.
    Ecco perchè bisogna cancellare il "porcellum", cambiare la legge elettorale e restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, fare riforme istituzionali che riducano il numero dei parlamentari, riformare le norme sul finanziamento della politica, riducendone drasticamente i costi, fare una buona e giusta legge sui partiti, così come prevede la Costituzione.
    E' vero che non si può e non si deve mettere tutti nello stesso calderone.
    Proprio per questo, sarà opportuno che sin dalle prossime elezioni amministrative, che pure non sono elezioni politiche vere e proprie ma che costituiscono, comunque, un test molto importante, gli elettori vadano a votare e diano qualche importante segnale della volontà di cambiare, rafforzando chi per il cambiamento si sta battendo seriamente (a volte andando anche controcorrente) tentando di salvare l'Italia e di superare definitivamente il berlusconismo e le conseguenze della sua disastrosa politica, di vincere la crisi e riavviare il Paese verso la crescita e la ripresa di uno sviluppo più giusto ed equilibrato. E non sostenendo, invece, il populismo di formazioni di tipo protestatario, che parlano alla pancia dell'elettorato, ne lisciano il pelo, e blaterano, blaterano, blaterano inutilmente, aggiungendo solo confusione a confusione.
    Meditiamo, gente, meditiamo!
    E decidiamo secondo coscienza, responsabilmente. Ripeto: responsabilmente.

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