Comune -si fa per dire- “chiuso” per ferie. Un’immagine bizzarra, ma è la metafora della tragicomica situazione politico-amministrativa.
Sì, perché, nonostante che l’amministrazione comunale scricchioli paurosamente per il 27 emendamenti della Lega nord che potrebbero far cadere la giunta Bassani, il sindaco se ne sta tranquillamente in vacanza al mare.
Non si è minimamente preoccupato di incontrare il Carroccio, di cui pur far parte, per capire le ragioni degli emendamenti e ricercare una via d’uscita. Niente di niente.
“Una situazione da irresponsabili -tuona il Partito Democratico-, proprio in una fase in cui i cittadini dovrebbero essere confortati e supportati nell’attuale difficoltà di crisi economica, sociale e occupazionale”. Ma tant’è.
Se il sindaco Bassani per il ruolo che riveste non si muove per trovare una sintesi chi dovrebbe muoversi? Se casomai lo farà, ma solo dopo il suo rientro (venerdì 13) dalle meritate vacanze. E il consiglio comunale della verità si dovrebbe tenere il 18-19 luglio.
Tuttavia, a parte le vacanze che per taluni, bruci anche la casa, sono sacre, non ci sono stati in questi giorni incontri fra Pdl e Lega nord per confrontarsi sui motivi del dissenso e ricercare la quadra. Insomma ai vertici dell’amministrazione comunale e degli stessi partiti non sembra interessare granché per salvare il salvabile. Uno sconcertante e inquietante immobilismo.
Comportamenti davvero anomali che fanno quasi quasi prefigurare un inconscio desiderio di gettare al più presto la spugna essendosi improvvisamente scoperti inadeguati a governare la complessa macchina amministrativa. Ma anche a lasciar da parte la psicanalisi come chiave di lettura dell’incomprensibile inerzia che sinora si è evidenziata nella vicenda, appare chiaro che si desideri che le cose vadano per conto proprio, senza intervenire per orientarle, per liberarsi dal peso della responsabilità.
