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Monica Gibillini (sindaco)
Non fidandosi di nessuno ha accentrato subito tutto nelle sue mani con la conseguenza di entrare in frizione con il personale comunale e in rotta di collisione con la Lega nord e con la sua vice Silvia Scurati. Non contenta è riuscita pure ad alienarsi le simpatie anche nel suo stesso partito (Pdl), che da tempo l’ha abbandonata al suo destino. La vicenda del bilancio, che ha raggiunto il punto più alto della pantomima, ha confermato che attorno a sé c’è ormai solo terra bruciata. Tuttavia le deleghe che si è tenuta sono valse a stare al centro della scena. Le basteranno per tentare il bis? Chissà… Tuttavia la qualità di un capo è quella di tenere unito il gruppo e valorizzarlo, ma Gibillini non ha mai dato l’impressione neppure di provarci a farlo. Eppure aveva acceso tante speranze quando a furor di popolo è diventata sindaco. Oggi la delusione è grande fra i suoi stessi sostenitori.

Renzo Meda (vicesindaco)
Qualche lavoro si è visto in giro per la città, ma non ha dato prova di possedere né grandi idee né progettualità. Ha svolto il compitino con la diligenza di un alunno che si applica tanto, ma non supera mai la sufficienza, nonostante gli sforzi. Bareggio avrebbe avuto bisogno di tutt’altro per l’atteso salto di qualità. 



Roberto Lonati
Da lui ci si aspettava molto di più se non altro per i suoi brillanti trascorsi dai banchi dell’opposizione quando da un critico efficace, incisivo e indefesso denunciava instancabilmente l’inefficienza della passata amministrazione. Ma evidentemente fare l’assessore è un’altra cosa. Certo ha dalla sua l’attenuante che non abbia potuto operare come avrebbe voluto e potuto per via delle restrizioni operative con cui ha dovuto fare i conti per via dei limiti imposti dal primo cittadino. Aveva avuto anche il compito di occuparsi dell’ex cartiera, ma deve essere stato presto “scippato” dal mandato.


Giuseppe Catturini
Marcato stretto da Gibillini non ha fatto granchè, ma le sue deleghe non erano certo quelle che potevano segnare il passo dell’amministrazione comunale. Del progetto “Dopo di noi”, che avrebbe potuto dare un senso al suo assessorato, si è perso ogni traccia.

Ermes Garavaglia
Più che fare la sua parte con diligenza e assiduità non ha saputo o potuto fare. Ed è già tanto. Ma politiche giovanili e sussidiarietà per non restare soltanto lustrini da appiccicare orgogliosi sulla giacca richiedono creatività e immaginazione, che sono merce rara in un politico alle prime armi.

Alessandro Petillo
E’ arrivato in municipio mandato dai vertici dl Pdl di Milano per “vigilare sul sindaco”, ma più che cambiare qualche numero al bilancio, progettato, ideato e realizzato dal settore competente, non ha fatto. Per il resto “chi l’ha visto?”. D’altra parte catapultato a Bareggio senza sapere nulla della città far di più sarebbe stato un genio.

Egidio Stellardi

Verrebbe da dire non pervenuto, ma sarebbe stato ingeneroso. Tuttavia il meglio di sé l’ha dato nei comunicati stampa del sindaco per la funzione di spalla che gli è stata riservata. Non è il massimo, ma può sempre dire che c’era. Non è forse la visibilità mediatica che più conta per chi si occupa della cosa pubblica?

3 thoughts on “BAREGGIO La pagella di sindaco e assessori”
  1. Ca… ma perchè dobbiamo pagargli lo stipendio a questi lor signori a un sindaco che pensa a come costruire la sua lista civica invece di pensare a come dare da mangiare le famiglie, vergogna e quel assessore ai servizi sociali che mai a lavorato nella sua vita e percepisce una pensione e in più dobbiamo pagargli lo stipendi.

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