Un referendum per il nuovo ponte sulla Statale 11? L’originale idea è stata lanciata da Paolo Fagnani, che da sempre si occupa e si preoccupa dell’ambiente, ma al momento nessuno l’ha raccolta né in municipio né altrove.
Ma, aldilà della fattibilità o meno della proposta, resta aperto se non il problema quantomeno l’esigenza di valutare bene gli effetti estetici, l’impatto ambientale dell’intervento e i costi.
Una ragione in più per riflettere sull’opportunità o meno dell’opera. Il secondo ponte di legno è stato concepito in sostituzione dell’originario sottopasso che si sarebbe dovuto ricavare nell’ambito dell’operazione del centro commerciale concordata fra la precedente amministrazione Tenti e l’operatore. La realizzazione del nuovo ponte di legno sarebbe la conseguenza della mancata costruzione del sottopasso per garantire il collegamento fra il centro abitato e la struttura commerciale.
E così, com’è costume nel nostro Belpaese, al mancato completamento dell’originaria progettazione si risponde con un’opera diversa.
La Provincia sarebbe favorevole al progetto, ma anche ai nuovi amministratori non dispiacerebbe la pianificazione. L’indizione del referendum se non altro coinvolgerebbe la popolazione, si creerebbe dibattito e costringerebbe amministratori e amministrati a considerare aspetti e risvolti che oggi sono trascurati o non del tutto emersi. In ogni caso la partecipazione è garanzia di scelte appropriate e rispondenti all’interesse generale della comunità.
Non è poco.
