Il gettito dell’Imu è stato inferiore a quello stabilito dal Ministero, ma l’Amministrazione comunale non ha aumentato le aliquote dell’abitazione principale per compensare la minore entrata.
Uno sforzo notevole per far quadrare i conti, ma non ha voluto gravare sui portafogli dei sedrianesi.
E così ha confermato l’aliquota dello 0,4% per la prima casa e per gli immobili posseduti da anziani o disabili ricoverati permanentemente in istituti di cura, che peraltro è inferiore all’ex Ici (0,5%) adotta sino al 2007, mentre per gli altri immobili, terreni agricoli e aree fabbricali è dovuta intervenire per incrementare dallo 0,76% allo 0,93%.
Una scelta obbligata per introitare i 299.159 euro necessari per pareggiare la differenza fra quanto incassato (1.287.643 euro) e quello invece determinato dal Governo (1.586.802 euro). Rimane fissata, come deliberato all’unanimità precedentemente dal consiglio comunale, l’aliquota massima allo 1,06% per le seconde case non affittate e quella base allo 0,76% per il canone concordato, mentre resta invariata la riduzione dallo 0,20% allo 0,10% per il sostegno agli agricoltori.
“Siamo stati costretti -afferma il sindaco Alfredo Celeste– a intervenire sul’Imu, con una manovra correttiva solo sulla seconda casa, per mantenere i servizi essenziali e alla persona, come il sostegno alla disabilita, i sussidi alle famiglie, il pre e post scuola, l’asilo nido, i trasporti e così via, nonché per evitare di rincarare tributi e tariffe. Un sacrificio che non volevamo certo chiedere ai cittadini, ma che Roma con scelte unilaterali ci ha imposto”.
